Sora – Aumento Tari, Bruni: “La gestione di ‘Ambiente e Salute’ fotografa una voragine di dubbi”

"Oggi, di fronte a un aumento insostenibile, non si può sfuggire alle proprie responsabilità", spiega il dirigenti di FdI

Aumento TARI – Non è che sia tutto voluto per poi svendere la Società in house? “A distanza di giorni, è impossibile non tornare sulla questione dell’aumento degli importi indicati nei modelli di pagamento ricevuti dagli uffici comunali quali acconti della TARI per il 2025. Si nota, altresì, che con la quota a saldo del 2024 si è registrato per molti cittadini un incremento vertiginoso della TARI rispetto agli anni precedenti”, spiega in una nota il Dirigente Provinciale di Fratelli d’Italia Massimiliano Bruni.

“Queste decisioni lasciano i cittadini e le imprese di Sora con più domande che risposte – prosegue Bruni -. Un provvedimento così impattante richiede spiegazioni serie, concrete e sostenibili, perché mette in ginocchio molte attività commerciali e aggrava la situazione di famiglie già oppresse da tasse, aggravi in bolletta e spese quotidiane.

Lo scarico di responsabilità non è una soluzione. Il maldestro tentativo del Sindaco e dell’Assessore al Bilancio di scaricare la colpa sulla Regione Lazio è stato un gesto goffo e prontamente smentito. Dimenticano, forse, un dettaglio cruciale: Sora è l’unico comune della provincia a gestire i rifiuti tramite una società propria, “in-house”, Ambiente e Salute S.r.l.

Oggi, di fronte a un aumento insostenibile, non si può sfuggire alle proprie responsabilità. La gestione di “Ambiente e Salute” fotografa una voragine di dubbi mentre attendiamo la pubblicazione di documenti ufficiali, emergono voci inquietanti su costi di gestione che definire “discutibili” è un eufemismo.

Dispiace perché con grande fatica, in passato eravamo riusciti a contenere molti di questi sprechi non solo per una questione economica, ma per un principio etico e morale, trattandosi del denaro dei cittadini sorani.

I dubbi principali

  • Il mancato aggiornamento della sezione “Amministrazione Trasparente” del sito della società dove dovrebbero essere riportati i dati e i documenti relativi all’organizzazione, all’attività amministrativa e alle prestazioni erogate da Ambiente e Salute per favorire la trasparenza e l’accesso civico dei cittadini nel rispetto del D.Lgs. 33/2013, come modificato dal D.Lgs. n. 97/2016, nell’ottica di un’amministrazione aperta, al servizio del cittadino. I dati e le informazioni, quando presenti sono superati anche da diversi anni, ma molti dati sono totalmente assenti.
  • Costi del personale: Un aumento che, nel 2023 è stato di quasi 800.000 euro in più rispetto all’anno precedente e di quasi 1.200.000 euro rispetto al 2021. Questo dato necessita di una giustificazione dettagliata e convincente.
  • Spese “accessorie”: Si parla di decine di migliaia di euro per sistematici rimborsi auto e somme ingenti per lavoro straordinario. Sono costi realmente necessari o meccanismi per garantire entrate extra a qualcuno? Contratti di consulenza: Quali consulenze sono state attivate e con quale reale beneficio per il servizio e per le tasche dei cittadini?
  • Accesso agli atti: perché è stato negato l’accesso agli atti della società richiesto dall’Avv. Federico Altobelli in qualità di Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia? Perché quegli atti non possono essere visionati da un rappresentante dei Cittadini?

Il Consiglio Comunale: l’ora della verità

Auspico che il prossimo Consiglio Comunale aperto sia il momento della verità. Un’occasione per tutti, a partire dalla maggioranza che ha fortemente voluto questa governance, per fare piena luce su ogni aspetto della gestione di Ambiente e Salute. In quella sede, il Sindaco e l’Assessore al Bilancio non potranno più nascondersi o sottrarsi alle proprie responsabilità di fronte alla Città sulla quale hanno riversato, con l’insostenibile aumento della TARI, tutte le inefficienze presenti nell’intero processo di gestione dei rifiuti.

Vi è infine un ultimo, inquietante, interrogativo: un dubbio sorge spontaneo e merita di essere espresso pubblicamente, in attesa di smentite supportate da documenti ufficiali: questo presunto spreco di denaro pubblico è frutto di una semplice “gestione leggera” e incompetente? Oppure, dietro a tutto questo, si cela la precisa volontà politica di generare inefficienze e fallimenti a carico della risorsa pubblica per poi svenderla al privato di turno?

I cittadini meritano chiarezza. Meritano di sapere perché sono chiamati a pagare il prezzo di una gestione che, al momento, appare inefficiente e opaca. La trasparenza non è una concessione, ma un dovere”, conclude Massimiliano Bruni.

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