Serie D – Non è un ultimatum. Non è nemmeno uno sfogo. È piuttosto un appello accorato, rivolto da chi continua a credere che una soluzione sia ancora possibile.
Mentre il futuro del Sora Calcio resta avvolto nell’incertezza e la città vive giornate di crescente preoccupazione, Mario Russo ha deciso di rivolgere un messaggio diretto ad Angelo Tinto, chiedendogli di compiere fino in fondo una riflessione che vada oltre gli aspetti economici e guardi al valore umano, sociale e sportivo di una piazza che rischia di perdere la propria squadra.
L’imprenditore campano ricorda innanzitutto di aver affrontato la trattativa con spirito costruttivo e con la volontà di arrivare a una conclusione positiva. Di aver accettato le condizioni economiche richieste, di essersi fidato della parola dell’attuale proprietà anche senza aver avuto la possibilità di visionare tutta la documentazione e di aver dimostrato concretamente la propria disponibilità a chiudere l’operazione.
Secondo quanto ricostruito dal nostro giornale, martedì scorso le parti si sarebbero lasciate con l’intesa di arrivare rapidamente alla definizione dell’accordo. Tanto che già il giorno successivo Russo, affiancato dall’imprenditore ceccanese Denny Lunghi, sarebbe stato pronto a effettuare un bonifico istantaneo dell’intera somma pattuita in un’unica tranche.
Una disponibilità che, a distanza di giorni, resta immutata. «Io sono ancora qui e resto a disposizione – afferma Russo ai nostri microfoni – perché continuo a pensare che esista la possibilità di fare qualcosa di importante per questa città. Mi auguro che Angelo Tinto tenga fede agli impegni e alla parola che ci eravamo dati».
L’appello, però, va oltre la trattativa. Russo richiama infatti le dichiarazioni che lo stesso Tinto ha rilasciato in questi giorni ad Aversa, quando ha spiegato di essere intervenuto per salvaguardare il calcio cittadino e impedire che una realtà storica perdesse il proprio riferimento sportivo.
Parole che oggi assumono un significato particolare agli occhi di chi spera che il Sora Calcio possa continuare a esistere nella città che porta nel nome. «Angelo ha dimostrato di comprendere perfettamente cosa significhi difendere una piazza in difficoltà. Ha scelto di intervenire per preservare la storia calcistica di Aversa e per evitare che una comunità perdesse la propria identità sportiva. Oggi gli si chiede di guardare Sora con la stessa sensibilità. Gli chiedo di contattarmi per fare insieme un passo importante, un passo che vale una pagina di storia: insieme possiamo scriverne il lieto fine».
Nel suo appello, Russo riconosce apertamente che possano esistere difficoltà, vincoli e situazioni complesse da gestire. «Capisco che possano esserci accordi già presi, capisco che possano esserci questioni economiche o eventuali penali da affrontare. Nessuno vuole ignorare questi aspetti. Però ci sono momenti in cui bisogna decidere se guardare soltanto ai numeri oppure lasciare un segno positivo in una comunità».
Da qui l’invito a mettere da parte orgoglio, tensioni e incomprensioni maturate negli ultimi mesi. «Le polemiche passano. Le contestazioni passano. Quello che resta sono i gesti. Oggi Angelo Tinto ha la possibilità di compiere una scelta che verrebbe ricordata per molto tempo da questa città».
Un passaggio che assume ancora più valore alla luce delle stesse dichiarazioni rilasciate in passato dall’attuale patron bianconero, che più volte aveva ribadito di avere a cuore il destino del Sora e di voler trovare una soluzione che garantisse continuità al calcio cittadino. «Se davvero il bene del Sora è sempre stato una priorità, oggi c’è l’occasione di dimostrarlo fino in fondo. Magari rinunciando a qualcosa sul piano personale o economico, ma permettendo a questa città di conservare il proprio patrimonio calcistico, un blasone che conta quasi 120 anni di storia».
L’ultimo pensiero è rivolto proprio al rapporto tra Tinto e la piazza. «Non bisogna pensare alle critiche ricevute. Non bisogna guardare agli scontri o alle incomprensioni degli ultimi tempi. Bisogna guardare avanti. Se Angelo aiuterà davvero il Sora a restare a Sora, potrà sempre tornare qui a testa alta. E sono convinto che la maggior parte dei tifosi saprà riconoscere quel gesto e gliene sarà grata».
Nel frattempo la trattativa resta aperta. Nessuna firma è arrivata e nessuna comunicazione ufficiale ha ancora scritto la parola fine su una vicenda che continua a tenere con il fiato sospeso un’intera città. Ma l’appello di Russo è chiaro: c’è ancora tempo per scegliere la strada che consenta al Sora Calcio di continuare a vivere dove la sua storia è iniziata.