Sora Calcio, Russo e Lunghi controbattono a Tinto: “Ricostruzioni fantasiose. Risponda a queste domande”

Dopo le dichiarazioni dell’ex presidente, arriva la durissima controreplica dei due imprenditori che avevano tentato di rilevare il club

Non si placa la bufera che continua ad avvolgere il Sora Calcio 1907. Anzi, dopo le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore dall’ex presidente Angelo Tinto ad alcuni organi di informazione e rilanciate anche sui social, arriva una durissima presa di posizione da parte di Mario Russo e Denny Lunghi, i due imprenditori che, fino agli ultimi giorni utili, avevano provato ad acquisire il sodalizio bianconero nel tentativo di evitarne la mancata iscrizione al campionato di Serie D.

Russo rompe il silenzio con una lunga nota nella quale respinge punto per punto la ricostruzione fornita da Tinto, definendola “fantasiosa” e sostenendo che la responsabilità della scomparsa del Sora dal panorama calcistico nazionale ricada esclusivamente sull’ex numero uno del club. Nel documento vengono inoltre ripercorsi alcuni dei passaggi più controversi della trattativa, dalle intese che, secondo Russo, sarebbero state raggiunte e poi improvvisamente disattese, fino alle offerte formali rimaste senza risposta.

Anche Denny Lunghi interviene con una serie di domande rivolte direttamente a Tinto, chiedendo chiarimenti sui continui rialzi economici, sul ruolo effettivamente ricoperto nella trattativa e sulla situazione debitoria della società.

Di seguito le note integrali.

La nota di Mario Alessandro Russo

«A seguito delle dichiarazioni rilasciate in data odierna dal sig. Angelo Tinto sugli organi di stampa locali, ritengo non più differibile il mio intervento. Il mio silenzio di questi giorni non è mai stato acquiescenza o accettazione della sua fantasiosa narrazione, ma semplice e motivata indifferenza verso un soggetto con il quale – sia chiaro sin d’ora – non intendo più avere a che fare in alcun modo, né nella mia vita calcistica né in quella privata.

La realtà è che sto ancora aspettando il sig. Tinto nel mio ufficio da quel famoso mercoledì in cui, dopo aver raggiunto un accordo, è fuggito rendendosi irreperibile e non degnandosi nemmeno di una telefonata di spiegazioni. Da quel momento, sia lui che i suoi rappresentanti si sono distinti esclusivamente per aver fatto perdere tempo al sottoscritto, alle istituzioni e alla città, collezionando rinvii e diffondendo bugie.

Per amore di chiarezza e per rispetto verso la tifoseria bianconera, è giunto il momento di smontare con i fatti e con il diritto il ridicolo castello di falsità che è stato eretto.

Il sig. Tinto si avventura in una ricostruzione surreale, parlando di intese che prevedevano una mia fantomatica partecipazione societaria al suo fianco (con spartizioni al 70% e 30%) e di successive percentuali ridistribuite con l’imprenditore Denny Lunghi. Questa tesi, oltre a non essere mai stata presa in considerazione né tantomeno concordata, palesa una confusione mentale e una lacuna giuridica imbarazzante: l’ASD Sora Calcio 1907 era un’Associazione Sportiva Dilettantistica, non una S.r.l. o una S.p.A. Nelle ASD, per legge, non esistono “quote commerciali” o “percentuali di proprietà” da spartirsi o vendere sul mercato come in una fiera di paese. Esistono i soci, la trasparenza amministrativa e i voti associativi. Parlare di percentuali dimostra che il sig. Tinto non sapeva nemmeno cosa stesse gestendo, o fingeva di non saperlo per mascherare ben altri intenti.

I due quesiti a cui la proprietà uscente non può rispondere.

Se la condotta del sig. Tinto fosse stata lineare come vuole far credere, egli dovrebbe rispondere pubblicamente a due precisi e imbarazzanti quesiti che inchiodano definitivamente la sua gestione:

Prima domanda: Perché l’accordo totale e la stretta di mano raggiunti martedì 16 giugno presso il suo ufficio a Sant’Antimo sono saltati il mercoledì mattina, con tanto di spegnimento del suo telefono cellulare, dopo che lui stesso aveva chiamato il segretario davanti a me per allertarlo sul passaggio di consegne?

Seconda domanda: Perché alle offerte formali e scritte presentate successivamente dai miei avvocati non è mai stato risposto in modo concreto ed esauriente, rifiutando qualunque confronto che fosse basato sulla trasparenza legale e pretendendo esclusivamente un pagamento a scatola chiusa?

L’unica certezza: la firma sul fallimento è di Angelo Tinto.

Al di là di qualunque goffo tentativo di scaricabarile, di interviste vittimistiche e di ogni mistificazione mediatica mirata a colpire l’Amministrazione Comunale, la realtà dei fatti si condensa in un’unica, brutale verità materiale: è il sig. Angelo Tinto, e nessun altro, l’autore materiale della mancata iscrizione della squadra al campionato.

Nessuna scusa o acrobazia verbale può cancellare questo dato oggettivo. Questa è l’unica cosa certa, reale e incontrovertibile in tutta questa folle vicenda: la firma che ha decretato la fine del Sora Calcio 1907 è solo ed esclusivamente la sua.

Mentre il sig. Tinto tenta di confondere le acque, i portali federali fotografano una realtà alternativa ben precisa. L’improvvisa comparsa in data 8 luglio della nuova denominazione ASD Nuovo Vallecorsa dimostra come il titolo sportivo del Sora fosse già oggetto di manovre ben diverse mentre si faceva finta di trattare con il sottoscritto.

Il mio silenzio è servito per raccogliere meticolosamente ogni pezzo di questo opaco percorso.

Tutto il materiale in mio possesso è a disposizione degli organi competenti, a partire dalla Procura Federale della FIGC.

È assolutamente necessario che le autorità verifichino con chi abbiamo realmente interloquito in questi 40 giorni, quale sia stato il ruolo effettivo delle persone coinvolte e per quale motivo, dalle carte dell’ex Sora Calcio, stiano emergendo soggetti e soci ben diversi da quelli che si presentavano ufficialmente al tavolo.

Sicuramente non finirà qui. Esiste una correttezza commerciale e un rispetto istituzionale che sono stati gravemente elusi. Il sig. Tinto si assuma la responsabilità storica e giuridica delle proprie azioni».

La nota di Denny Lunghi

«Tinto, un’altra domanda: quando ti ho offerto 200mila euro – ed era presente alla call l’assessore allo Sport -, somma che tu volevi pagata a modo tuo in una società di tuo comodo, perché non hai accettato?

Un’altra domanda ancora: se il legale rappresentante è Iavarone, perché hai condotto tu la trattativa per la cessione della società?

Un’altra domanda ancora: perché hai trovato l’accordo a 185.000 euro per poi alzarlo a 200, quindi a 220, poi a 230, successivamente a 280 e infine a 300mila euro?

Un’altra domanda ancora: perché ogni qualvolta offrivamo la cifra da te richiesta rialzavi ulteriormente la richiesta?

Un’altra domanda: perché non dichiari che il debito IVA non versata dalla società è pari a 175mila euro, oltre al 30% di mora? Aspetto delucidazioni».

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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