Un episodio di estrema crudeltà scuote la comunità di Sora. Nella zona tra Colle d’Arte e l’incrocio con via Villa Carrara un cane è morto dopo aver ingerito polpette avvelenate lasciate lungo la strada. A denunciare l’accaduto è il proprietario dell’animale, che con un messaggio pubblico sui social ha voluto mettere in guardia tutti i cittadini.
L’uomo, profondamente scosso, ha raccontato quanto accaduto e il dolore vissuto nelle ultime ore. “Questa mattina ho trovato il mio cane avvelenato. Polpette contaminate con la classica sostanza tossica utilizzata in questi casi, la lumachina. L’ho trovato grazie a un altro cane che lo ha seguito e l’ha vegliato tutta la notte”, ha dichiarato.
Parole cariche di sofferenza ma anche di lucidità. Il proprietario ha spiegato di non cercare vendetta, ma di voler lanciare un messaggio chiaro a chi compie simili gesti.
“Non cerco una possibile vendetta, non mi serve e non risolverebbe nulla. Non tornerebbe il mio cane. Ma quando mettete in atto questo genere di azioni provate almeno a pensare a quello che state facendo: colpite creature innocenti che hanno dei padroni e delle famiglie”.
Un dolore che va oltre la perdita dell’animale.
“Questi cani sono amici, familiari. A volte sono l’unico sostegno per chi vive momenti difficili, per un bambino, per una persona sola o fragile. Provate a immaginare un genitore che deve dire al proprio figlio che il cane che aspettava non tornerà più. È una sofferenza enorme”, ha aggiunto.
Nel suo messaggio l’uomo ha anche segnalato che l’episodio potrebbe non essere isolato.
“La cosa mi risulta non essere la prima volta in questa zona. Siamo tra Villa Carrara e Colle d’Arte. I residenti sappiano che c’è questa problematica: fate attenzione e tenete i vostri cani al sicuro”, ha sottolineato.
Un dolore ancora più forte se si pensa alla storia di Hulk, un cane che aveva già combattuto contro una violenza inaudita e che non si era mai arreso. A ricordarlo è il suo padrone: “Era rimasto paralizzato a seguito di un pestaggio. Gli avevano anche sparato. Quando mi dissero che dovevo sopprimerlo, cambiai veterinario e lo portai a Roma per altre visite. Un giorno tornai a casa e non camminava più: vidi delle escoriazioni e dagli accertamenti emerse che il midollo spinale era interrotto. Dalle lastre risultò un piombino conficcato vicino alla spina dorsale. Dopo tre mesi di paralisi ero riuscito a rimetterlo in sesto: camminava da solo, anche se con una disabilità motoria”. Hulk aveva 10 anni: “Un cane minuscolo ma enorme, che non si è mai arreso”. Una testimonianza che racconta non solo la crudeltà subita, ma anche la straordinaria forza e la voglia di vivere di un animale diventato simbolo di resistenza e amore.
Parole dure, infine, nei confronti di chi compie tali gesti: “La cattiveria è una scelta. Quando fate queste cose pensate alla sofferenza che provocate. Spero che nessun altro debba vivere quello che ha vissuto il mio cane e quello che stiamo vivendo noi”.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il fenomeno dei bocconi avvelenati, una pratica brutale che provoca agonie lente e dolorose agli animali. Uno strazio infinito, una pratica disumana contro esseri innocenti, che solo mani crudeli possono attuare per i loro biechi scopi. I cani, attratti dall’odore del cibo, ingeriscono i bocconi senza difese, andando incontro a sofferenze terribili.
È importante ricordare che avvelenare animali è un reato. Il Codice penale italiano punisce severamente chi provoca la morte o gravi sofferenze a un animale con atti di crudeltà, con pene che prevedono anche alla reclusione.
Una crudeltà vile e anche un reato punibile penalmente
Didatti, l’uccisione di animali in Italia, se compiuta per crudeltà o senza necessità, è un reato punito ai sensi dell’art. 544-bis del Codice Penale. A seguito di recenti inasprimenti (Legge Brambilla 2025), la pena prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 5.000 a 30.000 euro. Se il fatto è commesso con sevizie o crudeltà prolungata, la pena sale da uno a quattro anni di reclusione e la multa da 10.000 a 60.000 euro.
L’invito rivolto ai cittadini è quello di prestare la massima attenzione e di segnalare immediatamente alle forze dell’ordine eventuali bocconi sospetti o movimenti anomali. Perché dietro ogni esca avvelenata non c’è solo un gesto criminale, ma una sofferenza profonda inflitta a esseri viventi indifesi e alle famiglie che li amano.