Sora – Cassino, galleria “Capo di China” chiusa da un anno: Borza chiede la riapertura entro il 15 marzo

Dopo una serie di rinvii che hanno fatto slittare la riapertura di mese in mese, l’ultima data cerchiata sul calendario è quella del 15 marzo

“Un anno di disagi, promesse mancate e una valle letteralmente spezzata in due. La pazienza dei cittadini della Valcomino e delle migliaia di pendolari che percorrono la Sora-Cassino è esaurita”. Esordisce così Mario Borza, consigliere comunale di Casalvieri, facendosi portavoce del malcontento che da mesi attraversa il territorio a causa della chiusura della galleria Capo di China, in territorio di Atina.

Chiusa nel marzo dello scorso anno per necessari lavori di messa in sicurezza, la galleria è diventata un vero e proprio “buco nero” burocratico e infrastrutturale. Dopo una serie di rinvii che hanno fatto slittare la riapertura di mese in mese, l’ultima data cerchiata sul calendario è quella del 15 marzo.

“Sono quotidianamente contattato da lavoratori, studenti e padri di famiglia che non ne possono più”, spiega Borza. “La deviazione forzata su strade secondarie e interpoderali sta mettendo a dura prova la resistenza di tutti. Parliamo di arterie strette, tortuose, completamente al buio nelle ore notturne e ormai ridotte a un colabrodo a causa del traffico pesante che non potrebbero sostenere. I danni alle auto per le buche sono all’ordine del giorno, senza contare l’aumento esponenziale delle spese per il carburante e il tempo di vita perso in code infinite”.

Il consigliere Borza sottolinea come il danno non sia solo logistico, ma anche economico e sociale per l’intera Valcomino: “Appuntamenti saltati, ritardi sul lavoro, una qualità della vita che degrada. La notizia di una possibile class action per i risarcimenti danni, di cui si discute tra gli utenti, è il segnale che il limite è stato ampiamente superato. Non si possono chiedere ancora sacrifici senza dare certezze”.

L’appello è rivolto direttamente ai vertici di Anas: “Chiedo con forza che la data del 15 marzo – l’ultima fissata in ordine di tempo dopo una lunga serie di rinvii – non sia l’ennesimo annuncio a vuoto. La Valcomino non può restare ancora isolata. Vigileremo ora dopo ora affinché il cantiere venga chiuso e la viabilità ripristinata in piena sicurezza. Se anche questa scadenza dovesse saltare, saremo pronti a intraprendere ogni iniziativa utile a tutela dei diritti dei nostri concittadini e del nostro territorio”.

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