È piantonato da questo pomeriggio all’ospedale dai carabinieri della locale Compagnia l’uomo che, nel giro di poche ore, si è reso protagonista di tre episodi di forte disordine a Sora, creando scompiglio nella cittadina volsca e preoccupazione tra i residenti.
L’episodio che ha destato maggiore allarme si è verificato nella serata di giovedì scorso, quando l’uomo è salito in piedi su un’auto che stava attraversando la rotatoria all’altezza del ponte di Napoli. Una scena improvvisa e pericolosa che ha lasciato sotto shock i presenti e la donna alla guida del veicolo.
Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica, ha poi creato tensione in piazza Santa Restituta, ancora affollata di famiglie e bambini, mostrando chiari segni di insofferenza e di disagio psicologico. Nella tarda mattinata di oggi si è poi verificato un ulteriore episodio che ha richiesto nuovamente l’intervento dei militari dell’Arma.
A quel punto, valutata la situazione come critica anche alla luce della sequenza ravvicinata dei fatti, i carabinieri hanno richiesto il trasferimento dell’uomo presso l’ospedale Santissima Trinità di Sora, dove è in attesa di essere visitato da un medico del CSM. Qualora venissero accertate condizioni psichiche precarie tali da richiedere un intervento specialistico, potrebbe essere disposto il trasferimento nel reparto SPDC di Cassino, dove potrebbe ricevere cure adeguate, anche alla luce di uno stato di insofferenza che potrebbe risultare pericoloso per sé stesso e per gli altri.
La vicenda, che negli ultimi giorni ha suscitato rabbia e preoccupazione tra i cittadini, riaccende però anche i riflettori su una questione più ampia: la gestione dei pazienti con disturbi mentali da parte del sistema sanitario territoriale. Possibile che da cinque ore si attenda una visita specialistica?
Torna così al centro dell’attenzione la situazione del Centro di Salute Mentale di Sora, da tempo segnalato come in difficoltà per la carenza di medici. Concorsi che non registrano adesioni, professionisti che vanno via a distanza di pochi mesi dal loro arrivo e utenti che lamentano difficoltà nel proseguire con continuità i percorsi terapeutici.
Chi ha potuto ha scelto di rivolgersi al privato per non interrompere le cure, ma per molti questa non è un’opzione percorribile. Figuriamoci per un extracomunitario senza famiglia e lavoro. E così il caso di queste ore diventa anche l’occasione per interrogarsi su un problema strutturale che riguarda la presa in carico delle fragilità psichiche in provincia e sulla necessità di garantire un supporto stabile ed efficace a chi ha bisogno di aiuto e sostegno.