Un lavoro che scuote, interroga e chiama alla responsabilità. La classe IV G – indirizzo sportivo – del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Sora ha conquistato la IV edizione della Borsa di Studio contro la violenza di genere “Adriana Maria Tamburrini”, promossa dall’associazione Risorse Donna per l’anno scolastico 2025-2026.
A convincere la commissione è stata l’opera multimediale “La stanza del silenzio”, un progetto intenso e strutturato in tre atti, ambientati negli anni ’80, nei primi anni 2000 e nel presente. Un viaggio nel tempo che attraversa le dinamiche della sopraffazione, mostrando come certi meccanismi si ripetano, si trasformino, ma non scompaiano se non vengono riconosciuti e affrontati.
Sotto la guida della professoressa di Lettere Chiara Raponi, gli studenti e le studentesse hanno costruito un lavoro corale, curando ogni dettaglio: dalla sceneggiatura alla realizzazione delle scene, fino alla definizione del messaggio finale. Un percorso condiviso che ha trasformato la narrazione in uno spazio di riflessione collettiva.
Particolarmente significativa la scelta narrativa del terzo atto, che introduce una prospettiva nuova e, per certi versi, inaspettata: quella di una figura maschile contemporanea. Un personaggio delineato con spessore, senza banalizzazioni, la cui posizione viene restituita come comportamento “umano”, ma non per questo giustificabile. È qui che l’opera lancia il suo messaggio più forte: il cambiamento non è una questione di coraggio, ma di responsabilità.
“Non è coraggio, è responsabilità” diventa così la chiave di lettura di un progetto che non si limita a raccontare la violenza di genere, ma invita ciascuno a interrogarsi sul proprio ruolo, sul proprio posizionamento, sul contributo individuale alla trasformazione sociale.
La commissione ha sottolineato la forza narrativa e l’efficacia del linguaggio audiovisivo utilizzato, capace di rendere il racconto incisivo e coinvolgente. Ma il valore del riconoscimento va oltre il premio in sé: rappresenta la conferma di un impegno educativo che mette al centro temi cruciali per la crescita civile delle nuove generazioni.
Il Liceo “Leonardo da Vinci” dimostra ancora una volta quanto la scuola possa essere presidio culturale e laboratorio di consapevolezza, luogo in cui si formano non solo competenze, ma coscienze critiche. Affrontare la violenza di genere tra i banchi significa offrire strumenti per riconoscerla, decostruirla e prevenirla.
Il premio consegnato a Sora il 1° aprile 2026 non celebra soltanto un’opera ben realizzata, ma un percorso di maturazione collettiva. Perché se rompere il silenzio è il primo passo, assumersi la responsabilità del cambiamento è quello decisivo.
E in quella “stanza del silenzio”, oggi, risuona una voce nuova: quella di ragazzi e ragazze che scelgono di non restare spettatori.