Sora – Maxi operazione all’alba, blitz dell’Antimafia in città: nel mirino il business delle onoranze funebri

Imponente operazione scattata alle prime luci dell’alba in città. In campo carabinieri e Dia: dopo il sequestro arriva la confisca

Dalle prime luci dell’alba di oggi, venerdì 29 maggio, la città di Sora è blindata per una maxi operazione che vede operare sul campo la DIA e l’Arma dei Carabinieri. Tra le misure previste nell’ordinanza a cui si sta dando esecuzione, un imponente confisca di beni mobili e immobili.

La direzione investigativa antimafia, insieme ai Carabinieri della Compagnia di Sora, sta dando esecuzione alla misura dopo aver circondato gli obiettivi sensibili. Decine di militari e mezzi sono impegnati nell’operazione che ha visto finire nuovamente nel mirino della giustizia una famiglia già nota, con origini campane ma di stanza da decenni a Sora, operante nel settore delle onoranze funebri. Padre e figlio erano stati già raggiunti un anno fa, a giugno del 2025, da un decreto di sequestro beni da circa due milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Procura capitolina, aveva riguardato cinque società attive nel Sorano, tre terreni, cinque fabbricati e numerose disponibilità finanziarie. Tutti beni che oggi sono stati confiscati.

Confisca da due milioni di euro

La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un provvedimento di confisca di beni, emesso dal
Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione di Roma, nei confronti dei due imprenditori, padre e figlio, operanti nel settore delle onoranze funebri, commercio di fiori e pellets, gravati da numerosi precedenti, specie nel settore del traffico di sostanze
stupefacenti.

Il decreto di confisca, che – come detto – fa seguito ad analogo decreto di sequestro eseguito dal Centro Operativo DIA di Roma a giugno 2025, riguarda 5 società operanti nel Sorano, nonché 3 terreni, 5 fabbricati e disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato di circa due milioni di euro.

I precedenti

I due imprenditori, tra l’altro, sono già stati condannati per reati in materia di sostanze
stupefacenti, essendo stati tratti in arresto ad ottobre 2020 nell’ambito dell’operazione “Requiem – Ultimatum al crimine” che aveva visto contrapporsi due agguerriti sodalizi criminali in forte dissidio per il controllo delle piazze di spaccio del Sorano, del
Cassinate e di alcune località dell’Avezzanese. Coordinata nell’ottobre 2020 dalla Squadra Mobile di Frosinone, allora guidata dal dottor Flavio Genovesi, l’inchiesta mise a nudo gli interessi di due clan – uno di origine campana trapiantato a Sora negli anni ’90 e l’altro autoctono – che si contendevano con ferocia il monopolio dello spaccio. L’operazione portò all’arresto di 25 persone, di cui nove ai domiciliari, e a un obbligo di dimora. Le condanne arrivate negli anni successivi hanno confermato il radicamento del sistema malavitoso, che investiva i proventi della droga proprio nelle onoranze funebri.

Un patrimonio sotto chiave

Le investigazioni esperite dal personale del Centro Operativo DIA di Roma, hanno consentito di ricostruire le vicende relative alle acquisizioni societarie da parte dei due proposti e dei loro familiari, rilevando una notevole sproporzione tra i redditi dichiarati ed i beni acquisiti nel periodo in cui gli stessi si erano resi responsabili dei gravi reati.

In particolare, il coacervo degli interessi imprenditoriali e criminali è stato approfonditamente
analizzato e dettagliatamente ricostruito, sulla base del materiale di indagine raccolto nel corso degli
anni ed anche delle prove acquisite in sede dibattimentale dalla sezione misure di prevenzione del
Tribunale che ha emesso il decreto di confisca oggi eseguito.

L’odierno risultato si inserisce nell’ambito delle attività Istituzionali della Direzione Investigativa Antimafia, finalizzate anche all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali di tipo mafioso, agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico nazionale.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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