Sora – Una vasta operazione della Polizia di Stato è scattata alle prime luci dell’alba in città. Gli agenti del Commissariato di Sora, con l’ausilio della Squadra Mobile di Frosinone e della Polizia Locale, stanno attenzionando beni mobili e immobili appartenenti ad una nota famiglia sinti di stanza da decenni a Sora. Ville, stalle e manufatti sono sotto la lente degli investigatori che, con il coordinamento della Procura di Cassino e con l’ausilio di un elicottero che sorvola la zona dall’alto, portano avanti gli accertamenti. Si tratterebbe, in particolare, di beni già oggetto di confisca a seguito dell’operazione “Ultima Corsa” che nel 2022 portò a 13 ordinanze di custodia cautelare e 4 obblighi di dimora nei confronti di soggetti, riconducibili proprio alla famiglia sinti di origine “romanì”, accusati di usura e spaccio di droga. Già a marzo del 2022 molte delle strutture abusive costruite negli anni da esponenti della stessa famiglia, in località Baiolardo e a Campopiano, vennero demolite. Nel novembre del 2023 arrivò il provvedimento di sequestro – ai sensi della normativa antimafia – di un patrimonio milionario fatto di ville, orologi, auto di lusso, animali, stalle e fiumi di denaro. Dopo il sequestro è arrivata la confisca contro la quale è stato presentato ricorso dai legali della famiglia.
Al momento non sono stati resi noti i dettagli dell’operazione di oggi né i provvedimenti eventualmente in esecuzione. La Questura dovrebbe fornire nelle prossime ore un’informativa ufficiale con il quadro completo e le contestazioni mosse dagli investigatori.
L’operazione arriva a poco più di una settimana da un altro intervento che aveva interessato la stessa famiglia. In quell’occasione gli agenti del Commissariato di Sora si erano recati presso l’abitazione del nucleo familiare per eseguire un’attività di polizia delegata dall’Autorità giudiziaria. Secondo quanto accertato dalla Questura, durante l’intervento tre componenti della famiglia – due uomini di 45 e 30 anni e una donna di 28 anni – avrebbero assunto un atteggiamento ostile nei confronti dei poliziotti, mantenendo per tutta la durata delle operazioni una condotta ritenuta oltraggiosa e minacciosa con l’obiettivo di ostacolare l’attività degli agenti. Al termine degli accertamenti, i tre erano stati denunciati in stato di libertà all’Autorità giudiziaria con l’accusa di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.
L’operazione in corso sembra dunque inserirsi in un’attività investigativa più ampia, ma per conoscere natura, finalità e risultati sarà necessario attendere le prossime ore.