Sora – “Più cambi di casacca che di calzini”, Porretta contro i passaggi dall’opposizione alla maggioranza

Floriana Porretta, Presidente del Movimento Civico Sanità e Territorio, critica le scelte politiche e i "cambi di casacca"

“Uno degli obiettivi più ambiziosi che intende perseguire il Movimento Civico Sanità e Territorio è contribuire, in tutta umiltà e con i mezzi disponibili, a risollevare le sorti della politica, per ricondurla ad essere strumento di partecipazione nelle mani dei cittadini. Quindi, il primo passo da compiere sarebbe ristabilire la sua credibilità, a partire da quella delle sue parole, visto che le parole sono lo strumento principe della politica. Insomma, la Parola della politica dovrebbe essere “sacra”, e le parole dei politici pure. È evidente che c’è molto da fare, a giudicare da quanto continua ad accadere in generale e, come nel caso ultimo dei passaggi dall’opposizione alla maggioranza al comune di Sora, anche nelle nostre contrade, dove avvengono più cambi di casacca che di calzini, e la parola del politico-amministratore ha spesso la consistenza e la durata delle bolle di sapone”. – Così in una nota Floriana Porretta, Presidente del Movimento Civico Sanità e Territorio.

“Accade così, che il cittadino vota Tizio contro Caio, ma poi vince Caio e Tizio va all’opposizione. Il cittadino, quindi, vorrebbe che Tizio, mantenendo la parola data in campagna elettorale, restasse avversario di Caio e gli facesse opposizione. E invece che succede? Succede che Tizio riceve un bel contentino da Caio che ha vinto, e in cambio gli concede il silenzio-complicità sulla sua azione amministrativa, mentre il cittadino che aveva votato Tizio resta con un palmo di naso ad assistere a questo spettacolo inverecondo. È bene sottolineare che affinché avvenga il cambio di casacca dell’amministratore non è affatto necessaria l’ufficializzazione del suo passaggio dall’opposizione alla maggioranza. È sufficiente che se ne stia in silenzio, e non faccia il suo mestiere di oppositore nei cinque anni della consiliatura, lasciando la dialettica politica morire affogata nel mare magnum dei meschini interessi personali, e il danno irreparabile alla politica e alla città è servito”. – Prosegue Porretta.

“La dialettica politica ha bisogno che gli avversari non divengano mai nemici, ma che si tengano ben distinti i ruoli di maggioranza e opposizione, che si scelga di stare da una parte sola. E chi non sta da una parte o dall’altra della barricata, non è l’alfiere dei cittadini, ma la barricata: l’ostacolo alla buona gestione della cosa pubblica, dei beni comuni, degli interessi collettivi. La degenerazione di cui abbiamo appena descritto la sinossi può essere considerata la caratteristica peculiare della cosiddetta seconda repubblica, la quale aveva anche la pretesa di essere migliore della prima. In realtà, nella tanto vituperata Prima Repubblica, con tutti i suoi limiti, i partiti e i politici che la vivificavano tenevano strettissimi legami popolari, tali da consentire una effettiva partecipazione dei cittadini, diretta ed organizzata, come prevista e prescritta dalla stessa Costituzione. In altre parole, quella classe politica era in grado di svolgere il primario ruolo democratico della rappresentanza politica dei cittadini, oggi completamente scomparso. Agli interessi e ai valori collettivi sono stati sostituiti gli interessi personali, gli affari personali, le ambizioni personali, le carriere personali. Alle parole e ai ragionamenti, gli slogan e gli spot.

Ad ognuno di noi che ha avuto la fortuna di conoscere la politica con la “P” maiuscola sarà sicuramente capitato di sorprendersi a pensare che era molto meglio l’avversario politico di ieri che il politico di oggi. Per farne uno solo di allora, anche nostro avversario, oggi non sarebbe sufficiente l’intero parlamento. Vista la situazione, perciò, quell’ambizioso obiettivo di ridare credibilità alla politica, che ci siamo dati come Movimento Civico Sanità e Territorio, potrebbe sembrare addirittura velleitario. Però i cittadini hanno bisogno della politica come del pane, per difendere i propri interessi e valori e farsi rispettare. Non si tratta, perciò, di riportare la politica tra la gente, ma la gente nella politica. E noi questo intendiamo fare, con ogni nostra energia”. – Conclude la Presidente del Movimento Civico Sanità e Territorio.

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