Sora – Una panchina rossa per ricordare Antonietta Esposito, oltre 60 anni fa il delitto della giovane

L’11 maggio in piazza XIII Gennaio la cerimonia promossa dall’Associazione “Via Napoli” con il patrocinio del Comune di Sora

Il ricordo di una giovane vita spezzata dalla violenza e il dovere collettivo di non dimenticare. Si terrà domani, 11 maggio, alle ore 17, in piazza XIII Gennaio, l’inaugurazione di una panchina rossa dedicata ad Antonietta Esposito, la giovane sora­na uccisa nel 1963 a soli 19 anni dal marito. Un tragico episodio che sconvolse l’intera città e che ancora oggi resta impresso nella memoria collettiva come il primo femminicidio riconosciuto nel territorio cittadino.

L’iniziativa nasce su proposta dell’Associazione Culturale “Via Napoli” ed è stata patrocinata dal Comune di Sora. La panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, sarà collocata proprio per mantenere viva la memoria di Antonietta e per sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale.

Era il 10 maggio del 1963 quando la giovane venne uccisa a coltellate dal marito. Antonietta aveva appena 19 anni e un bambino di soli cinque mesi che, dopo la tragedia, venne affidato alla sorella. L’uomo fu poi condannato a circa vent’anni di reclusione.

Alla cerimonia prenderanno parte anche i familiari di Antonietta Esposito, in un momento che si preannuncia particolarmente intenso e carico di emozione. Prevista inoltre la presenza di Padre Salvatore Crino, che guiderà un momento di raccoglimento e preghiera.

Coinvolta nell’organizzazione anche l’associazione culturale no profit “Iniziativa Donne” di Sora che, condividendo il messaggio promosso dagli “Stati Generali delle Donne”, negli anni ha promosso l’installazione di diverse panchine rosse sul territorio con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e invitare a prendere una posizione netta contro ogni forma di violenza.

L’invito a partecipare è rivolto a tutta la cittadinanza, affinché il ricordo di Antonietta possa trasformarsi in un messaggio di consapevolezza, memoria e impegno civile.

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