Due distinti interventi della Polizia di Stato hanno portato alla denuncia di tre persone in provincia di Frosinone. A Sora, madre e figlia sono finite nei guai con l’accusa di atti persecutori nei confronti di una coppia di coniugi, mentre nel capoluogo una donna è stata denunciata per una presunta truffa legata alla stipula di un contratto per la fornitura di energia elettrica.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sora, la vicenda che ha coinvolto madre e figlia sarebbe nata da continui contrasti riguardanti la gestione di due terreni confinanti appartenenti alle rispettive famiglie.
Le indagate avrebbero posto in essere una serie di comportamenti persecutori tali da provocare nelle vittime un forte stato di paura per la propria incolumità, costringendo la coppia a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita. In particolare, ogni volta che marito e moglie si recavano sul proprio terreno, situato al confine con quello delle due donne, sarebbero stati bersaglio di insulti, urla, aggressioni verbali e persino minacce di morte.
Non solo. Secondo gli accertamenti della Polizia, nei confronti dei coniugi sarebbero stati adottati anche comportamenti denigratori finalizzati a screditarli agli occhi del vicinato, attraverso insinuazioni sull’utilizzo di sostanze nocive per i prodotti coltivati nel loro orto. Al termine delle indagini, madre e figlia sono state denunciate all’Autorità giudiziaria per il reato di atti persecutori.
Un secondo episodio si è verificato a Frosinone, dove gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Angelo Longo, hanno denunciato una donna nei cui confronti è emerso un grave quadro indiziario in relazione al reato di truffa.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, la donna, incaricata di stipulare contratti per conto di una nota società fornitrice di energia, avrebbe attivato un contratto di fornitura elettrica all’insaputa dell’intestatario.
L’uomo si è accorto dell’anomalia quando ha ricevuto una fattura di importo particolarmente elevato, relativa ai consumi di un’abitazione che non era di sua proprietà né nella sua disponibilità. Insospettito dall’accaduto, si è rivolto alla Polizia di Stato che, attraverso gli accertamenti svolti, ha ricostruito la vicenda, portando alla denuncia della procacciatrice.