Stellantis Cassino, confronto Rocca-Urso. Poi il governatore incontra i lavoratori e visita le officine

Il ministro del Made in Italy dorme sonni tranquilli sulle parole di Filosa ma il presidente della Regione comprende l'emergenza. Nota Fiom

Lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano è diventata la priorità nel panorama del crollo produttivo e della marginalizzazione dei siti italiani della multinazionale francese, come del resto confermato dal piano industriale presentato a Detroit nei giorni scorsi. Intanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato al Mimit il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e la vicepresidente Roberta Angelilli “per fare il punto sul futuro produttivo dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, a Cassino, alla luce della presentazione del nuovo piano industriale al 2030 del Gruppo, che si colloca in continuità con il percorso avviato con il Piano Italia presentato al Mimit nel dicembre 2024”.

Il ministro ripete a pappardella quanto detto da Filosa all’Investor Day

“Nel corso dell’incontro – si legge in una nota del Mimit – il ministro ha ribadito quanto annunciato da Stellantis in occasione dell’Investor Day, confermando l’impegno del Gruppo a garantire la produzione di tutti gli impianti in Italia e in Europa. Urso ha inoltre ricordato il recente sblocco del Dpcm che destina al comparto automotive risorse pari a 1 miliardo e 343 milioni di euro, finalizzate al sostegno delle imprese della filiera attraverso investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione. Risorse che, come concordato nell’ultimo Consiglio dei ministri, saranno ulteriormente incrementate entro il mese di luglio”.

Il presidente Rocca, dal canto suo, ha manifestato al ministro Urso – anche in vista dell’audizione dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, presso la Commissione Attività produttive della Camera dei deputati prevista per il 17 giugno, nonchè del tavolo automotive convocato al Mimit il 14 luglio – l’intenzione di chiedere a Stellantis di anticipare la presentazione del piano relativo allo stabilimento di Cassino, annunciata dall’azienda per dicembre, al fine di fare piena chiarezza sulle prospettive produttive e occupazionali del sito.

Il governatore capisce la drammaticità del caso e corre a Piedimonte

L’allarme per una situazione – che pare solo il ministro Urso non comprenda appieno – ha portato Rocca subito dopo l’incontro al Mimit nelle officine di Piedimonte San Germano, dove è stato accolto dal presidente di Unindustria Cassino Vittorio Celletti e dal sindaco di Piedimonte San Germano Gioacchino Ferdinandi. Fuori dai cancelli ha incontrato una delegazione sindacale dei lavoratori Stellantis dello stabilimento cassinate, per ascoltare direttamente le preoccupazioni e le richieste legate alla situazione produttiva e occupazionale del sito e dell’intero indotto. Nel corso del confronto, durato oltre 40 minuti, il presidente Rocca ha ribadito l’attenzione della Regione Lazio verso una vertenza che coinvolge centinaia di lavoratori e famiglie del territorio.

“Ho voluto fortemente essere qui oggi per ascoltare direttamente il punto di vista dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali”, ha esordito. “Credo che, in un momento così delicato, le istituzioni abbiano il dovere di esserci, confrontarsi e raccogliere le istanze di chi vive quotidianamente questa situazione. Nelle scorse ore c’è stato un incontro con il ministro Adolfo Urso sul tema Stellantis, durante il quale ho potuto raccogliere il suo impegno personale a non lasciare soli Cassino, i lavoratori e l’intero indotto – ha sottolineato il presidente della Regione Lazio -. Stiamo lavorando per arrivare rapidamente a una soluzione concreta, anche attraverso il confronto sulle opportunità legate a nuovi investimenti internazionali, compresi quelli cinesi. Non possiamo permetterci di aspettare, perché qui parliamo di lavoratori, famiglie e del futuro di un territorio che merita attenzione e risposte rapide”.

La Fiom: Ceo in Italia il 17 giugno ma il tavolo Mimit c’è solo il 14 luglio

Secondo la Fiom-Cgil, “la visita del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, all’indomani del colloquio avuto con il ministro Urso rappresenta elemento di ulteriore urgenza per un territorio come il nostro. Durante il colloquio il ministro non ha fatto altro che confermare quanto già detto da Stellantis all’Investor Day, cosa che conferma lo stato emergenziale in cui si trova lo stabilimento di Cassino Plant. La richiesta da parte del presidente Rocca di anticipare il piano per Cassino, che al momento è legato al piano Maserati di dicembre, sicuramente incontra le nostre esigenze ma non basta. Come non sono sufficienti a nostro giudizio le dichiarazioni di voler mettere al tavolo Stellantis e a suo dire, ‘un paio di produttori cinesi e l’ambasciatore cinese'”.

“Abbiamo fatto notare al Presidente – aggiunge la Fiom-Cgil in una nota – la contraddizione del fatto che l’amministratore delegato Filosa sarà in Italia in audizione alle camere il 17 giugno ma il ministro Urso convoca il tavolo sull’automotive soltanto il 14 luglio. Se Cassino è la priorità allora non ci siamo proprio! Su questo punto Rocca risponde che l’idea è quella di un tavolo specifico su Cassino. Cassino non può più aspettare. Dopo un piano globale spostato in gran parte negli Stati Uniti e che taglia la capacità produttiva generale di 800.000 vetture (praticamente quasi la produzione di una nazione intera) e la regionalizzazione del marchio Alfa Romeo da globale a regionale, di cui fra l’altro non si confermano al momento nemmeno l’ibridizzazione di Giulia e Stelvio, depotenziandolo di fatto in investimenti, la risposta non può essere questa”.

“I lavoratori cassinati non possono aspettare e Maserati non basta”

“Non è affatto possibile aspettare le sorti del marchio Maserati di cui abbiamo prodotto solo 5000 esemplari nel 2025 e relegarla a possibili produzioni di segmento superiore – avvertono i metalmeccanici della Cgil -. Servono investimenti e modelli aggiuntivi non sostitutivi anche con l’ausilio di joint venture di produttori stranieri, di motorizzazioni ibride quanto elettriche, ma servono in tempi brevissimi. Stellantis Cassino non può continuare a perdere quote di mercato e produrre solo desertificazione, altrimenti l’indotto e la componentistica non potranno più resistere al colpo. Per queste motivazioni è necessario anticipare la discussione prima del 17 giugno e spostare la discussione generale a Palazzo Chigi”.

“Lo stato attuale in cui verte lo stabilimento ci condanna alla cassa integrazione, in un territorio che ha già visto cancellate le produzioni del precedente piano e che produce ancora modelli dell’era FCA. Le lavoratrici e i lavoratori di Cassino hanno bisogno di una missione produttiva certa che rivendichi la tenuta occupazionale e la dignità del lavoro. Cassino non può più aspettare”, conclude il documento della Fiom.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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