Dalla serie di slide dedicata alla presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis – presentato dal ceo Antonio Filosa a Detroit e di cui abbiamo già riferito in un precedente servizio (LEGGI QUI) – emerge una curiosità: infatti non compaiono né la nuova Giulia e neppure la nuova Stelvio, che si sarebbero dovute montare a Piedimonte San Germano a partire dal 2028. Ci sono, invece, un Suv compatto di segmento C e una nuova serie speciale (secondo alcuni osservatori si tratterebbe dell’erede della Alfa Romeo Montreal che seguirebbe la filosofia da supercar della 33 Stradale).
Da qui la preoccupazione crescente del mondo sindacale e del territorio, anche se era noto che Filosa sullo stabilimento di Piedimonte San Germano non avrebbe fatto dichiarazioni in attesa di sviluppi sulla possibile gestione del sito anche in partnership con altri costruttori. Tuttavia l’amministratore delegato di Stellantis ha intanto assicurato che lo stabilimento di Cassino «ha un futuro», spiegando che il suo destino sarà legato più che ad Alfa Romeo, al nuovo piano industriale di Maserati.

Uliano (Fim): urgono assegnazioni di modelli e investimenti
Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ritiene che “per Cassino servono assegnazioni produttive e nuovi investimenti. Abbiamo preso atto della volontà del gruppo Stellantis di garantire continuità al plant e del lavoro in corso su nuove partnership, non ancora finalizzate, per rafforzarne la missione produttiva. Tuttavia, riteniamo non più rinviabili decisioni che portino a una soluzione concreta e di prospettiva positiva per uno stabilimento che, dall’inizio dell’anno, ha lavorato soltanto 19 giorni. Nel prossimo incontro dedicato all’Italia, che si terrà a breve con il Gruppo, ci aspettiamo risposte precise e concrete. In caso contrario, daremo seguito agli impegni assunti con i lavoratori durante l’ultima manifestazione di Cassino, promuovendo ulteriori iniziative”.

“Rimane la necessità che Palazzo Chigi faccia la propria parte”
“È necessario poi comprendere la tempistica dei due modelli Maserati con due nuovi modelli di segmento E – avverte Uliano -, che verranno presentati a dicembre, e quali effetti potrebbero esserci sugli stabilimenti di Cassino e Modena dove oggi si producono i modelli del Tridente. È inoltre fondamentale rafforzare la strategia sui brand di Alfa Romeo e Maserati. (…) Rimane aperta la necessità che il Governo faccia la propria parte, sia nel confronto europeo sia nelle politiche industriali nazionali. È necessario cambiare l’attuale politica industriale per il settore automotive; occorre invece adottare misure concrete a sostegno del comparto. Servono investimenti, ammortizzatori sociali, una riduzione del costo dell’energia e una revisione degli strumenti di sostegno che preveda maggiori risorse alle imprese dell’indotto e della componentistica”.
Palombella e Ficco (Uilm): l’azienda s’è impegnata a non chiudere i siti
“Ci sono missioni produttive per quasi tutti gli stabilimenti, eccetto purtroppo Cassino, per cui Stellantis ha dichiarato di non essere ancora pronta a presentare un piano operativo. Stellantis ha assunto comunque l’impegno a non chiudere la fabbrica e a definire successivamente un progetto industriale dedicato, impegno che intendiamo prendere molto sul serio e che chiediamo venga trasformato al più presto in una prospettiva concreta”: commentano Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto.

La Fiom-Cgil: per Piedimonte serve un progetto straordinario
La Fiom-Cgil ha effettuato un volantinaggio davanti allo stabilimento di Piedimonte San Germano. Proprio ieri a livello nazionale aveva presentato le sue proposte per un reale rilancio dei siti italiani. Quanto a Cassino i metalmeccanici della Cgil hanno ricordato che “le produzioni attuali Alfa Romeo-Giulia, Alfa Romeo-Stelvio, Maserati-Grecale (elettrica). Produzione 2025: 19.539; produzione primi 4 mesi 2026: 2.918 (solo 20 giorni di lavoro). Serve un progetto straordinario che non può limitarsi alla ibridizzazione degli attuali modelli; tale progetto può essere realizzato anche attraverso joint venture con altri costruttori”.

Spera (UglM): confronto il 16 giugno anche sul futuro cassinate
Giudica in linea di massima in maniera positiva il piano Filosa l’Ugl Metalmeccanici del segretario Antonio Spera: “Resta una riserva sul sito di Cassino – puntualizza -, sul quale sono in corso diversi ragionamenti e valutazioni, anche alla luce di possibili alleanze con altre case automobilistiche che potrebbero interessare direttamente lo stabilimento”. Nel corso dell’incontro è stato inoltre confermato un successivo appuntamento con il dott. Cappellano, finalizzato ad approfondire nel merito la situazione dei singoli siti italiani. Ugl Metalmeccanici ha chiesto che il confronto con i vertici di Stellantis avvenga entro il prossimo 16 giugno, al fine di entrare nel dettaglio degli investimenti previsti, della loro entità e dei tempi di realizzazione. “Confidiamo che all’Italia vengano assegnati nuovi modelli e nuove motorizzazioni, in particolare per gli stabilimenti della meccanica, così da garantire prospettive industriali, occupazionali e produttive solide per tutto il comparto”, aggiunge Spera.

Rinaudo e Stabile (Fismic): a Piedimonte non è più possibile attendere
Il segretario generale Fismic Confsal Sara Rinaudo scandisce: “Su Cassino non è più possibile attendere. Serve rapidamente un progetto definito, con tempi certi e scelte industriali concrete. Allo stesso modo anche la meccanica italiana ha bisogno di nuove opportunità produttive per evitare il rischio di sottoutilizzo degli impianti e dispersione di competenze”. Aggiunge Maurizio Stabile, segretario generale di Cassino: “Assolutamente insufficiente la semplice esclusione della chiusura dello stabilimento. Ci aspettiamo un confronto al più presto perché su Cassino c’è necessità di risposte e soprattutto di prospettive. L’Azienda dovrà chiarire nel dettaglio il progetto per lo stabilimento”.

Altavilla (Byd): no a fabbriche-cacciavite e le gestiremo da soli
Il segretario Fismic Confsal, Roberto Di Maulo il 20 maggio a Torino ha avuto un confronto pubblico con Alfredo Altavilla, Special Advisor per il mercato europeo di Byd. E’ andato a chiedere informazioni al manager che rappresenta l’ultima vera speranza per Piedimonte San Germano. Altavilla ha spiegato che in Europa Byd, al di là dell’impianto dell’Ungheria, punta ad avere un altro sito completo, non una semplice fabbrica cacciavite. Byd intende produrre modelli con un 70% di componentistica locale. La gestione sarà esclusiva e non in partnership con altri costruttori. Magari fosse.
