Stellantis Cassino, neanche una rassicurazione sul sito all’Investor Day del piano industriale di Filosa

Resta tutto da chiarire il futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Ma è l'Italia intera a tramontare come Paese degno di rilievo

E per fortuna che l’Italia doveva essere almeno la seconda gamba della multinazionale francese. A sentire il ceo Filosa ed a leggere il report pubblicato sul sito istituzionale di Stellantis, il Bel Paese è ormai tramontato dal panorama dei costruttori e conta poco o nulla. Anche la terribile paralisi produttiva del sito di Cassino passa inosservata. Del resto cosa aspettarsi da una acquisizione predatoria di fronte alla quale non c’è stato un Paese capace di reagire? Il vampiro lascia la vittima senza sangue e senza possibilità di rialzarsi. Anche se quel sangue succhiato era fatto di fondi tirati fuori con le tasse dal portafoglio degli italiani e da sudore, lavoro e ingegno di migliaia di tecnici e ingegneri.

Così oggi non resta che prendere atto di come, per salvare il salvabile del Gruppo, la capacità produttiva del colosso – messo su a spese di quella che era la Fiat – verrà sostanzialmente ridotta di 800mila unità, i livelli occupazionali, tra Francia e Spagna, saranno preservati grazie ai partner cinesi, Leapmotor e Dongfeng ed all’intesa con Jaguar-Land Rover. Poi c’è una piattaforma globale che dovrebbe salvare il gruppo: la STLA One, un’architettura modulare che sarà lanciata nel 2027, supporterà oltre 30 modelli con l’obiettivo di superare i 2 milioni di unità entro il 2035.

Taglio della capacità produttiva. Lavoro garantito (in Francia e Spagna)

In bocca al lupo a Filosa ed ai suoi datori di lavoro, Peugeot ed Eliseo: il manager perfino italiano punta essenzialmente ad una riduzione dei costi annuali di 6 mld entro il 2028, anche se la Borsa non crede proprio che la strada imboccata sia quella giusta. Però quel che conta, almeno dal punto di vista del Lazio meridionale, non è certo il sentiment dei mercati finanziari, ma l’azzeramento della fiducia di un intero territorio in un’azienda che si dimostra, ogni giorno di più, priva anche di qualsiasi barlume di responsabilità sociale verso l’area del Cassinate che dissangua da sei anni. Gli stabilimenti citati durante l’Investor Day sono quelli di Madrid e Saragozza in Spagna, cogestiti da Stellantis e Leapmotor; quello di Rennes (Francia) dove agirà la nuova joint venture con Dongfeng; si parla di riconversione di alcuni impianti e si fa il nome di Poissy, in Francia. Poi ci sono i marchi.

Il piano concentra le risorse societarie su quattro brand globali — Jeep, Ram, Peugeot e Fiat — che riceveranno il 70% degli investimenti in marchi e prodotti insieme a Pro One. Alfa Romeo sarà uno dei cinque marchi regionali (insieme a Chrysler, Dodge, Citroën e Opel) condivideranno gli stessi asset globali. DS e Lancia saranno gestiti rispettivamente da Citroën e FIAT come marchi specializzati. Maserati sarà rafforzato con due nuovi modelli del segmento E; i particolari si conosceranno durante un evento che si terrà a Modena nel dicembre 2026. Entro il 2030 sono previsti oltre 60 lanci di nuovi veicoli e 50 aggiornamenti significativi, inclusi 29 BEV, 15 PHEV/REEV e 24 ibridi.

Alfa Romeo marchio regionale. Maserati: 2 modelli a Modena

“Abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per realizzare le nostre ambizioni”, ha dichiarato Antonio Filosa, presentando il nuovo piano del gruppo automobilistico “FastLane 2030” -. Il piano è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine. Con il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, il piano raggiungerà il nostro scopo, quello di ‘consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano’, alimentato dalla nostra combinazione unica di punti di forza”‘.

Insomma il linguaggio è quello che è e rispecchia perfettamente la filosofia del gruppo. Un altro italiano (almeno pare), John Elkann, presidente di Stellantis, aprendo l’evento ha detto: “‘Oggi è un’opportunità per riflettere sulla posizione attuale di Stellantis, sui progressi che stiamo compiendo, ma soprattutto sul perché siamo fiduciosi riguardo al cammino che ci attende”. 

L’Avvocato e Marchionne se la staranno ridendo dall’Aldilà, mentre si attendono dichiarazioni entusiaste del ministro Urso.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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