Nel presentare l’ormai tradizionale report Fim-Cisl sulle produzioni Stellantis, il segretario generale dell’organizzazione sindacale, Ferdinando Uliano, ha espresso “particolare preoccupazione” per lo stabilimento di Cassino, “dove gli impegni di adeguamento al cambio di strategia sul full electric per la piattaforma Large non si sono ancora concretizzati”. Per questo viene sollecitato un nuovo piano con investimenti e assegnazioni produttive certe per tutti gli stabilimenti italiani, al fine di garantire prospettive industriali e occupazionali nel lungo periodo. Nel primo trimestre del 2026, la produzione italiana del gruppo francese dà segnali di ripresa dopo il crollo del 2025. I volumi complessivi salgono a 120.366 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 109.900 dello stesso periodo del 2025, segnando un incremento del 9,5%. Pur rimanendo a livelli molto bassi rispetto al milione di veicoli concordato di due anni fa col governo.
Lieve ripresa in altri siti, solo quello Cassinate resta paralizzato
A trainare la crescita sono soprattutto le auto, in aumento del 22% (73.841 unità), mentre i veicoli commerciali calano del 5,8% (46.525 unità). Ma nel panorama è solo il sito di Piedimonte San Germano a rimanere nella palude proseguendo nel declino verso la paralisi completa segnando un -37,4%. Nel I° trimestre 2026 sono uscite dalle linee cassinati appena 2.916 vetture. Nel dettaglio, sono state prodotte 2.060 unità tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre la Maserati Grecale si è fermata a 856 unità. “La condizione del sito produttivo e dell’intero indotto – spiega il report Fim-Cisl – ha ormai superato ogni limite di sostenibilità. Il 2025 si è chiuso con meno di 20.000 vetture prodotte e le stime per il 2026 indicano un ulteriore calo, fino a circa 13.000 unità. Le ricadute occupazionali sono gravissime: l’occupazione è oggi scesa a circa 2.130 addetti. L’attività produttiva è ridotta a soli 5-6 giorni lavorativi al mese, con circa 1.400 lavoratori presenti, mentre oltre 600 sono coinvolti in contratti di solidarietà”.
“Totale incertezza anche sull’assegnazione del nuovo modello”
“Dall’inizio dell’anno lo stabilimento è rimasto fermo per lunghi periodi: appena 16 i giorni complessivamente lavorati. A Cassino – ha ricordato il segretario Uliano – è stata assegnata la nuova piattaforma STLA Large BEV, destinata alla produzione delle future Alfa Romeo Stelvio e Giulia, anche in versione ibrida, secondo quanto previsto dagli impegni assunti in sede ministeriale nel dicembre 2024. Cassino è però l’unico stabilimento in cui quel piano non è stato rispettato. Il lancio dei nuovi modelli,
inizialmente previsto entro la fine del 2025, è stato rinviato e, a oggi, non è stata comunicata alcuna nuova tempistica”. Era stato inoltre annunciato un terzo modello “top di gamma”, previsto in una fase successiva, sul quale permane totale incertezza. “Nel prossimo piano industriale è indispensabile che Stellantis fornisca risposte chiare, concrete e verificabili – avverte Fim-Cisl -: tempi certi per il lancio dei nuovi modelli, investimenti adeguati e l’attivazione immediata di tutte le leve disponibili per anticipare le produzioni, senza ulteriori rinvii”.
Per le due Alfa ibridate bisognerà attendere solamente il 2028
“La presenza dei marchi Alfa Romeo e Maserati rappresenta una reale opportunità di rilancio, che deve essere valorizzata con determinazione – sollecita Uliano -. Mettere in sicurezza lo stabilimento, sia sotto il profilo occupazionale sia in termini di prospettiva industriale, è una priorità non più rinviabile. Un intervento in questa direzione produrrebbe effetti positivi su tutto l’indotto e sull’intero territorio. La grande mobilitazione del 20 marzo 2026 ha espresso con forza la richiesta al Gruppo di compiere scelte nuove e coraggiose per garantire un futuro a Cassino, oggi una delle principali emergenze occupazionali del Paese. È al tempo stesso un appello fermo alle istituzioni — dal Governo all’Unione Europea — affinché mettano in campo politiche industriali adeguate e risorse straordinarie per sostenere il settore e salvaguardare l’occupazione”.
I prossimi lanci produttivi delle future Alfa Romeo Stelvio e Giulia, sia elettriche che ibride, sono stati rinviati al 2028. L’altro nuovo modello su piattaforma large è stato promesso, sempre nelle due versioni, dal 2027 ma anche su questo – come già ricordato da Uliano – c’è solo incertezza e bisognerà attendere le parole del ceo Filosa il 21 maggio.
Ricorso agli ammortizzatori sociali, a Cassino non diminuirà
“Ci aspettiamo che il nuovo piano industriale – spiega la Fim Cisl in una nota – preveda scelte concrete e credibili, capaci di garantire prospettive industriali e occupazionali per tutti gli stabilimenti italiani, cogliendo anche le opportunità legate alla revisione del regolamento europeo sulle emissioni. Fondamentale sarà valorizzare le specificità italiane: affidabilità delle motorizzazioni, ricerca e sviluppo, design e identità dei marchi.” Intanto, per Uliano, serve un confronto rapido, concreto e partecipato con il sindacato. “Il 2026 dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nel corso dell’anno si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma”.
Sul piano occupazionale, per il 2026, fatta eccezione per Cassino, “è prevedibile una riduzione sensibile dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e in alcune situazioni casi una crescita occupazionale con nuovi inserimenti. In una prima fase sicuramente in forma temporanea, che una volta stabilizzata l’esigenza, dovranno per conto nostro essere trasformati in breve tempo a tempo indeterminato”.