Cinquemila le presenze nei picchi massimi, secondo la Questura, ed un corteo che comunque ha seguito tutta la manifestazione – dalle ore 9 in Piazza De Gasperi alle 11,30 della conclusione in piazza Diaz – di oltre 2mila presenti. Questi i numeri della mobilitazione di sindacati, lavoratori, sindaci, rappresentanti istituzionali, studenti e cittadini lanciata per salvare lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano.
Sul fronte delle presenze politiche il Pd ha fatto la parte del leone con gli europarlamentari Nicola Zingaretti e Matteo Ricci in corteo insieme alla consigliera regionale Sara Battisti ed al segretario di federazione Achille Migliorelli. Il centrodestra e la Regione Lazio hanno salvato la faccia esclusivamente grazie alle presenze del deputato leghista Nicola Ottaviani e del neo assessore della giunta Rocca, Alessandro Calvi (accompagnato dall’amico di sempre Gianluca Quadrini). In prima fila anche il presidente della Provincia, Luca Di Stefano.


L’assessore regionale Calvi e Ottaviani salvano la faccia al centrodestra
Sul palco, dopo i saluti del sindaco di Cassino, sono intervenuti i segretari generali di tutte le organizzazioni dei metalmeccanici a partire da Michele De Palma (Fiom-Cgil), Ferdinando Uliano (Fim-Cisl) e Rocco Palombella (Uilm-Uil) per proseguire con la vicesegretaria Sara Rinaudo (Fismic) e con Antonio Spera (numero uno dell’Ugl metalmeccanici).”Vogliamo fermare la chiusura dello stabilimento di Cassino. Stellantis rischia di diventare il buco nero dell’industria. Abbiamo bisogno di un tavolo a Palazzo Chigi e di un piano industriale”, ha scandito De Palma che ha sollecitato il governo a incontrare l’ad Antonio Filosa prima che questi, il 21 maggio, annunci agli investitori il nuovo piano industriale del gruppo francese. Secondo Uliano la situazione di Cassino è “emblematica di ciò che rischia di accadere all’intero settore automotive se non si attiverà una mobilitazione forte delle coscienze e del mondo del lavoro. Questa è una battaglia simbolica per la difesa dell’industria: l’economia del nostro Paese e dell’Europa non può reggersi solo sul comparto della difesa. Servono garanzie immediate sui nuovi modelli, sulle assegnazioni produttive e sui tempi di realizzazione”.








Fino a cinquemila presenze tra corteo e comizi dei segretari nazionali
Palombella chiede a Stellantis “impegni precisi. Il 21 maggio ci sarà a Detroit la presentazione del piano industriale. Noi avremmo voluto che si facesse in Italia, è un ulteriore messaggio negativo per gli stabilimenti italiani e per Cassino. Cassino è una realtà importantissima, da un anno e mezzo siamo in una situazione terribile: siamo passati da 4.400 a 2.200 lavoratori, il sistema degli appalti massacrato, nel 2026 i giorni di lavoro sono stati solo dieci. Vogliamo impegni precisi sulla risalita produttiva e sui modelli”.
“A Cassino, oggi, manifestazione straordinaria per partecipazione, unità e determinazione”. Commenta Antonio Spera. “Una presenza imponente – prosegue Spera- che testimonia quanto sia forte la preoccupazione, ma anche la volontà di difendere e rilanciare un presidio industriale strategico come lo stabilimento Stellantis di Cassino, insieme a tutto il suo indotto e all’economia dell’intero territorio del Cassinate e del frusinate. Non possiamo permettere che un’area così importante venga depauperata a causa delle scelte fatte da Bruxelles per una transizione affrettata e senza controllo che favorisce esclusivamente i Paesi asiatici”.










La richiesta di un tavolo a Palazzo Chigi da De Palma a Rinaudo
“Non possiamo restare inermi davanti a un declino lento e doloroso – tuona Sara Rinaudo -. Cassino ha bisogno di un concreto piano industriale, non dell’ennesima sequenza di annunci senza prospettiva. Servono modelli che abbiano la forza di stare sul mercato e di garantire continuità produttiva, occupazione e tenuta a tutto l’indotto, che oggi vive una condizione di gravissima difficoltà. Le istituzioni locali e il Governo devono fare fino in fondo la loro parte, costruendo un sistema incentivante per le imprese, capace di attrarre investimenti, sostenere la produzione e difendere il lavoro. È il momento di fermare politiche basate sull’ideologia e di tornare finalmente a una strategia industriale seria, concreta e accompagnata da adeguate risorse finanziarie per l’automotive.”















Matteo Ricci: Cassino resti un presidio strategico per l’intero Paese
Dal sindacato alla politica. Secondo Matteo Ricci “quella di Stellantis a Cassino è una crisi che riguarda l’intero Paese. Dobbiamo difendere il lavoro e guidare la transizione industriale senza lasciare indietro nessuno. Servono scelte immediate: un piano nazionale per l’automotive che utilizzi pienamente le risorse europee, rafforzi gli investimenti nei siti italiani e garantisca tutele concrete per lavoratori e indotto. La transizione verso l’elettrico e l’ibrido va governata. Il Governo apra un confronto serio con le parti sociali e pretenda da Stellantis impegni chiari su occupazione e produzione. Cassino è e deve restare un presidio industriale strategico per il Lazio e per l’Italia”.
Nicola Zingaretti: serve la volontà di stare dalla parte dei lavoratori
Nicola Zingaretti avverte: “La crisi che attraversa questo settore misura la capacità del Paese di non arretrare e di governare i cambiamenti senza scaricarne i costi su chi lavora. Qui non si difendono solo posti di lavoro, ma un presidio produttivo che da anni rappresenta un punto di riferimento per l’intero territorio. Il Governo agisca, dia risposte e si muova con decisione su un settore strategico per l’Italia, che proprio in questo territorio ha sempre avuto un ruolo centrale nella crescita e nello sviluppo. Servono scelte serie, una visione industriale e la volontà di stare dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, rimettendo al centro industria, investimenti e qualità dell’occupazione”.
Il governatore Rocca e la gaffe sulla Spagna, l’accusa all’Europa
il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha parlato di Stellantis alla trasmissione Coffee Break di La7 ed ha fatto una sortita non proprio felice quanto ai rapporti amichevoli con Madrid: “In più occasioni ho fatto riferimento alla miopia dell’Europa sull’automotive, che poi ha unito Francia e Germania alle posizioni di Giorgia Meloni. Ho avuto modo di incontrare a Washington il nuovo ad di Stellantis e gli ho detto ‘Se l’Europa non dovesse ascoltare, e a quel punto sarà inevitabile una contrazione e chiusura delle fabbriche, comincia a chiuderle in Spagna’. Questo deve essere il segnale, non le nostre, dove i nostri operai continuano a sacrificarsi per pagare questo prezzo così alto. (…) “Io ho sposato la politica verde ma dobbiamo anche sostenere i nostri posti di lavoro e la nostra economia soprattutto quando altri Paesi applicano regole diverse e questo inquina il mercato. E questa posizione della sinistra, ben personificata da Sanchez in Spagna, e da alcuni esponenti della nostra sinistra, non è in contatto con la realtà”.