L’inadeguatezza della posizione del governo italiano di fronte alla strategia del gruppo francese Stellantis, che da 5 anni smantella siti produttivi ed esoda lavoratori in Italia avendo del tutto paralizzato lo stabilimento di Piedimonte San Germano, può essere plasticamente riassunta dalle ultime dichiarazioni del ministro del Made in Italy Adolfo Urso rese all’ultimo tavolo del Mimit del 24 aprile: secondo l’esponente dell’esecutivo di Palazzo Chigi l’azienda “ha portato a un piano industriale più coerente con gli interessi nazionali, fondato sull’impegno a non chiudere stabilimenti né procedere a licenziamenti, in controtendenza rispetto a quanto avviene oggi nel resto d’Europa”. Concetto ribadito non solo a dispetto della realtà quotidiana vissuta negli stabilimenti ma anche all’indomani delle indiscrezioni di Bloomberg – confermate, seppure con toni sfumati, dalla stessa multinazionale parigina – di essere in trattative per la vendita di siti o per la loro gestione in partnership. E tra questi insediamenti produttivi spicca proprio quello di Cassino. Realtà che dovrebbe ancora sorgere in territorio italiano.
Sito di Piedimonte verso la vendita o la cogestione con stranieri
Da questa situazione paradossale sgorgano spontanee le parole di Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil: “Le dichiarazioni del Ministro Urso sulla situazione di Stellantis sono completamente slegate dalla realtà. Rispetto al Piano Italia del 17 dicembre 2024, che il Ministro sostiene essere completamente in linea rispetto alla sua attuazione, è opportuno ricordare che quel piano parlava di nuove produzioni a Cassino e della riattivazione del progetto della gigafactory a Termoli. Niente di più lontano da quanto è avvenuto nella realtà. Ricordiamo, poi, il costante utilizzo della cassa integrazione e che non si ferma la politica di Stellantis di svuotamento di tutti gli stabilimenti con le uscite incentivate”.

I metalmeccanici Cgil: ora tavolo permanente a Palazzo Chigi
“Sarebbe opportuno che il Ministro Urso si adoperasse per l’apertura di un confronto tra Stellantis e i sindacati prima del 21 maggio, giorno dell’annuncio del piano industriale. Inoltre, la Presidenza del Consiglio, Giorgia Meloni, dovrebbe istituire un tavolo permanente sull’automotive a Palazzo Chigi. La crisi del settore automotive è ad un livello di emergenza senza precedenti, e non si risolve certo con annunci e narrazione fantasiose“. Al di là che si tratti di concetti espressi dalla Fiom, sembrano – queste sì – parole pronunciate nell’interesse delle famiglie italiane che lavorano in un comparto che viene costantemente e quotidianamente sabotato dal 2021 senza che l’esecutivo nazionale abbia avuto il coraggio di verificare quanto gli Elkann devono restituire dei contributi ricevuti dallo Stato e richiamare l’ambasciatore francese per chiedere almeno spiegazioni (come sarebbe avvenuto a parti inverse). Si esagera, ovviamente, ma neppure troppo.
Angelilli: a Piedimonte è urgente garantire continuità produttiva
La Regione Lazio, comunque, dimostra di esserci e di battere un colpo per quel che può. La vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, ha chiesto al ministro Urso l’attivazione di un confronto specifico con il presidente Francesco Rocca sul futuro di Cassino; “un incontro necessario per valutare e definire le prospettive di possibili investimenti industriali da parte di soggetti terzi, con l’obiettivo prioritario di rilanciare il sito di Cassino, garantire la continuità produttiva anche delle imprese dell’indotto e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Cassino, infatti, ha tutte le carte in regola per essere valorizzato come stabilimento innovativo e all’avanguardia, strategico per il Lazio”.

Trequattrini: il confronto Rocca-Urso passaggio rilevante
«La situazione di Cassino richiede risposte rapide e trasparenza sugli scenari industriali, con una strategia condivisa tra Governo e Regione per garantire futuro al settore automotive e al suo indotto», ha dichiarato la vicepresidente Angelilli. Il commissario straordinario del Consorzio Industriale del Lazio, Raffaele Trequattrini, ha diffuso una nota in cui afferma di aver appreso “con favore la richiesta della Regione di aprire un confronto specifico tra il Presidente Francesco Rocca e il Ministro Adolfo Urso sul futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano. È un passaggio istituzionale rilevante che rafforza il lavoro già in corso, portato avanti dalla vicepresidente Angelilli, e che va nella direzione di costruire una prospettiva chiara e condivisa per uno stabilimento strategico per tutto il sistema produttivo del Lazio”.
Anni di richiami inutili alla multinazionale parigina, vai… coi cinesi
“Sono 2-3 anni che imprese e sindacati dei metalmeccanici chiedono che Palazzo Chigi convochi Stellantis e le aziende dell’indotto e si discuta di qual è il piano straordinario che mette in campo rispetto a questi investimenti’ nel comparto automotive”, ha commentato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a margine del recente confronto con il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in occasione dell’assemblea dei delegati dell’industria della Cgil. “In questo momento è importante anche attrarre anche altri investimenti, in Italia da parte di altri produttori, anche cinesi – ha aggiunto Landini – soprattutto perché Stellantis e la proprietà di Stellantis di investimenti nel nostro Paese non ne vuole fare”. Del resto parliamo di un gruppo che ha ereditato da Fca la capacità produttiva installata di quasi 2 milioni di veicoli ma ne produce dolosamente 300mila. Decisamente meglio sperare nei cinesi. Viva l’Italia.
