“Sua nipote sta per essere arrestata”, finto carabiniere raggira una novantenne: incastrato

I Carabinieri di Ausonia eseguono il provvedimento disposto dal Tribunale di Cassino nei confronti di un 39enne

I Carabinieri della Stazione di Ausonia hanno dato esecuzione, a San Gennaro Vesuviano, in provincia di Napoli, a una misura cautelare nei confronti di un uomo di 39 anni, residente nel comune vesuviano, ritenuto responsabile di una truffa ai danni di un’anziana.

Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cassino su richiesta della Procura della Repubblica, prevede l’obbligo di dimora nel comune di residenza e il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione nelle ore notturne. L’esecuzione della misura è stata curata dai militari di Ausonia con il supporto dei colleghi della locale Stazione di San Gennaro Vesuviano.

L’indagine trae origine dalla denuncia-querela presentata da una donna di 90 anni, vittima della cosiddetta truffa del “finto carabiniere”, consumata il 10 giugno 2025 all’interno della sua abitazione. Secondo quanto ricostruito, intorno alle 12.40 l’anziana, che in quel momento si trovava sola in casa, aveva ricevuto la visita di un uomo che, con tono agitato e modi concitati, le aveva riferito che una nipote era rimasta coinvolta in una grave vicenda giudiziaria.

L’individuo aveva quindi convinto la donna che, per evitare conseguenze immediate e l’arresto della parente, fosse necessario consegnare denaro e oggetti di valore come forma di garanzia. Spaventata e in evidente stato di agitazione, l’anziana aveva consentito all’uomo di entrare nell’abitazione.

La donna aveva quindi raccolto tutto ciò che aveva a disposizione, tra contanti e preziosi, e lo aveva adagiato sul letto della camera da letto per permettere al sedicente incaricato di valutarne il valore. A quel punto l’uomo aveva afferrato rapidamente tutto il bottino e si era allontanato in tutta fretta, facendo perdere le proprie tracce.

Scattata immediatamente la denuncia, i Carabinieri hanno avviato una complessa e articolata attività investigativa. Gli accertamenti si sono sviluppati attraverso l’acquisizione di testimonianze, riconoscimenti fotografici, l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e l’esame dei dati di tracciamento GPS.

Un lavoro meticoloso che ha consentito agli investigatori di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e di risalire all’identità del presunto responsabile, portando così all’emissione della misura cautelare disposta dall’autorità giudiziaria.

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