Sversamento di liquami nel fiume Sacco, morìa di pesci: arrivano i carabinieri del nucleo forestale – L’aggiornamento

Durante un sopralluogo di Fare Verde la scoperta shock in un piccolo corso d’acqua affluente del Sacco nel territorio di Sgurgola

L’ipotesi di un vero e proprio disastro ambientale si fa sempre più concreta. Dopo lo sversamento di liquami nel fiume Sacco, nel tratto compreso tra Anagni e Sgurgola, nella notte di Pasquetta, questa mattina la nuova scoperta shock: pesci morti in un affluente a Sgurgola. La denuncia arriva da Fare Verde che ha richiesto l’intervento del nucleo Forestale dei Carabinieri.

Oggi, dopo l’intervento delle Autorità presso la centrale idroelettrica di Sgurgola di ieri, i volontari di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, con rappresentanze dei gruppi di Patrica, Morolo e Monte San Giovanni Campano ed altre associazioni locali, sono tornati sul fiume Sacco per accompagnare la troupe di Rai 3. In quel momento è avvenuta la scoperta.

I volontari di Fare Verde Patrica – guidati da Flavio Piroli – hanno trovato numerosi pesci morti in un piccolo corso d’acqua affluente del Sacco, un segnale inequivocabile di un grande episodio di inquinamento. – Secondo gli ambientalisti.

Il presidente di Fare Verde Provincia di Frosinone APS, Dott. Marco Belli, insieme alla Dott.ssa Teresa Petricca di Medici per l’Ambiente, ha immediatamente allertato i Carabinieri Forestale, segnalando l’emergenza ambientale in corso. Le Forze dell’Ordine sono intervenute tempestivamente, effettuando i prelievi necessari che saranno inviati all’Istituto Zooprofilattico competente per le analisi. Durante le operazioni sono giunti anche tecnici di Arpa Lazio e una veterinaria della ASL.

“Le accuse agli allevatori: dichiarazioni premature e prive di fondamento”

“Durante il 7 aprile ed anche durante il giorno 8 aprile, alcuni articoli di stampa e post sui social hanno attribuito la responsabilità dell’inquinamento agli allevatori. Una narrazione che Fare Verde Provincia di Frosinone APS definisce “fuori dalla grazia di Dio”, poiché non esiste al momento alcun dato analitico che possa confermare o anche solo suggerire tale ipotesi. Mancano infatti: le analisi ufficiali dell’acqua del Fiume Sacco; gli esami autoptici sui pesci prelevati dai Carabinieri Forestale. Attribuire colpe senza prove significa alimentare confusione, creare tensioni sociali e distogliere l’attenzione dal vero obiettivo: accertare la verità”. – Commentano da Fare Verde.

Fare Verde Provincia di Frosinone APS commenta ancora: “Siamo al fianco delle Forze dell’Ordine per la verità, non per la propaganda. Tutti devono sapere che c’è stata una moria di pesci. Fare Verde Provincia di Frosinone APS ribadisce la propria posizione: nessuna caccia al colpevole basata su supposizioni, nessuna scorciatoia comunicativa. Solo fatti, analisi, responsabilità”.

I Medici per l’Ambiente aggiungono: “Siamo fieri di collaborare con le Forze dell’Ordine per fare piena luce sull’accaduto. La tutela dell’ambiente non si fa con le accuse a caso, ma con rigore scientifico, competenza e rispetto del territorio”.

Il caso è ora nelle mani delle Autorità Competenti. La comunità attende risposte chiare, mentre il Fiume Sacco continua a chiedere – ancora una volta – attenzione, tutela e verità.

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