Una caduta durante un’escursione, una ferita provocata da una superficie tagliente o un’abrasione dopo una scivolata possono sembrare problemi di poco conto. La prima cosa da valutare è l’entità della ferita. In caso di sanguinamento, è necessario applicare una pressione diretta con una garza o un panno pulito. Se il sanguinamento è abbondante, non si arresta o la ferita è profonda, è necessario rivolgersi ai soccorsi.
Le abrasioni devono essere pulite accuratamente per rimuovere sporco e corpi estranei. La ferita deve essere lavata con acqua pulita e, se necessario, con soluzione fisiologica. Non bisogna utilizzare sostanze irritanti o applicare prodotti non destinati alla medicazione. Dopo la pulizia, la ferita può essere protetta con una medicazione adeguata. Particolare attenzione deve essere prestata alle ferite provocate da oggetti sporchi o arrugginiti e alle lesioni contaminate da terra.
In questi casi è importante verificare la situazione vaccinale antitetanica. Nei giorni successivi bisogna osservare l’evoluzione della ferita. Aumento del dolore, arrossamento che si espande, gonfiore, calore locale, pus o febbre possono indicare un’infezione. Anche le ferite da morso, sia umano sia animale, devono essere valutate da un medico. Se nella ferita è presente un corpo estraneo che non può essere rimosso facilmente, non bisogna forzare l’estrazione.
Nei bambini, una ferita apparentemente superficiale può essere associata a un trauma più importante, soprattutto dopo una caduta da una certa altezza o un colpo alla testa. In caso di perdita di coscienza, vomito ripetuto, sonnolenza insolita, confusione o comportamento anomalo è necessario rivolgersi immediatamente ai soccorsi.