Terelle – Il dibattito sull’antenna divide il borgo: “Non una iattura, ma un’opportunità per crescere”

Nel borgo montano, situato poco lontano dall'abbazia di Montecassino, la connessione non rappresenta un lusso ma un’infrastruttura essenziale

A Terelle, piccolo paese montano situato ai piedi dell’Abbazia di Montecassino, il confronto pubblico sull’installazione della nuova antenna di telefonia continua ad animare la comunità. Un tema che tocca da vicino un territorio che, proprio per la sua posizione tra le montagne, soffre storicamente di difficoltà comunicative e di copertura del segnale.

Dopo le dichiarazioni critiche espresse nei giorni scorsi dal signor Benedetto Leone, interviene ora un altro cittadino, Roberto Matrullo, imprenditore locale che ha scelto di investire concretamente nel borgo.

Matrullo ricorda di aver aperto nel 2022 il primo bed and breakfast di Terelle, affiancato successivamente da un’attività di home restaurant, portando nel paese ospiti provenienti da tutta Italia. Struttura che, sottolinea, è stata anche premiata su Booking per i risultati e le recensioni ottenute. “Si tratta di attività reali, che pagano regolarmente le tasse e contribuiscono in modo concreto alla crescita economica e all’immagine positiva del paese”, evidenzia.

Il punto centrale del suo intervento riguarda proprio la necessità di una copertura telefonica adeguata. In un borgo montano come Terelle, incastonato tra i rilievi ai piedi del monastero benedettino più famoso al mondo, la connessione non rappresenta un lusso ma un’infrastruttura essenziale. “Nel 2026 turismo e accoglienza non possono prescindere da una connessione stabile ed efficiente”, afferma Matrullo, ribadendo che chi vive e investe in aree interne ha bisogno di strumenti moderni per poter competere.

Secondo il cittadino, l’antenna non dovrebbe essere vista come una minaccia al paesaggio o una “iattura”, ma come un valore aggiunto per un paese che sta cercando di svilupparsi anche sotto il profilo turistico, proprio grazie alla sua posizione privilegiata ai piedi dell’Abbazia di Montecassino.

Matrullo interviene anche su un aspetto tecnico, precisando che l’impianto installato non raggiungerebbe i 30 metri di altezza come riportato in precedenza, ma sarebbe inferiore ai 20 metri. Un chiarimento che, a suo dire, è necessario per garantire un’informazione corretta e verificata su un tema così delicato.

Nel suo intervento emerge inoltre una riflessione sulla coerenza del dibattito pubblico. Dalla consultazione di atti pubblici, ricorda, durante precedenti amministrazioni sarebbe stato presentato un progetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico in contrada Ottaduna, area di particolare rilievo ambientale. Anche in quel caso si sarebbe trattato di un intervento con un impatto significativo sul territorio. “È legittimo porre una questione di coerenza”, osserva, allegando documentazione e fotografie per consentire ai cittadini di valutare in maniera oggettiva.

Sul fondo resta una questione più ampia: il futuro di Terelle. Un paese montano che, come molti borghi dell’entroterra, deve fare i conti con lo spopolamento e con le difficoltà legate alla sua collocazione geografica. Per Matrullo, servizi efficienti e collegamenti moderni rappresentano strumenti indispensabili per rendere il territorio più attrattivo per residenti, turisti e imprenditori.

Nel suo intervento non manca un ringraziamento alla sindaca Fiorella Gazellone e all’amministrazione comunale per l’impegno profuso nella gestione della vicenda e, più in generale, per il lavoro svolto quotidianamente.

Il dibattito resta aperto, ma una cosa appare chiara: per un borgo come Terelle, sospeso tra natura incontaminata e necessità di sviluppo, la sfida è trovare un equilibrio tra tutela del paesaggio e diritto ai servizi. Un equilibrio che, secondo una parte della comunità, passa anche attraverso una migliore connessione con il resto del mondo.

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