Tutto comincia con poche parole inviate tramite WhatsApp o SMS: «Ciao, sei Marco?», «Ci vediamo domani?» oppure «Quando sei libero per un caffè?». Dietro quello che potrebbe sembrare un banale errore, però, può nascondersi la cosiddetta truffa del “numero sbagliato”, un raggiro costruito per spingere il destinatario a rispondere e avviare una conversazione.
Il primo obiettivo dei truffatori è verificare che il numero telefonico sia realmente utilizzato. Anche una risposta cortese come «Ha sbagliato persona» conferma che dall’altra parte esiste un potenziale bersaglio. A quel punto il mittente si scusa, ma cerca immediatamente un pretesto per continuare a scrivere.
La conversazione può proseguire per giorni o settimane. Il falso interlocutore si mostra gentile, racconta particolari della propria vita e tenta di creare un rapporto di amicizia o, in alcuni casi, un legame sentimentale. Foto, nomi e professioni utilizzati sono spesso falsi oppure sottratti a persone realmente esistenti.
Dopo aver conquistato la fiducia della vittima, arriva la proposta: un investimento presentato come sicuro, frequentemente legato alle criptovalute, oppure la richiesta di utilizzare una determinata piattaforma. I primi versamenti possono sembrare redditizi grazie a schermate e guadagni completamente inventati. Quando la somma depositata aumenta, il denaro sparisce e diventa impossibile recuperarlo. In altre varianti vengono richiesti dati personali, codici di sicurezza o pagamenti per presunte emergenze.
La regola più sicura è non rispondere ai messaggi inattesi provenienti da numeri sconosciuti. Non bisogna aprire collegamenti, scaricare allegati, comunicare informazioni bancarie o lasciarsi convincere a effettuare investimenti. Il contatto deve essere bloccato e segnalato direttamente attraverso l’applicazione utilizzata.
La Federal Trade Commission avverte che rispondere può confermare ai criminali che il numero è attivo e aprire la strada a ulteriori tentativi di frode. Se sono già stati inviati soldi o forniti dati sensibili, è necessario contattare immediatamente la propria banca e presentare denuncia alla Polizia Postale o alle forze dell’ordine.