Truffa del video-colloquio, la nuova frontiera del raggiro online per rubare dati biometrici

Nel 2026 il furto di identità entra in una nuova fase, più sofisticata e pericolosa: occhio a cybercriminali sempre più ingegnosi

Nel 2026 il furto di identità entra in una nuova fase, più sofisticata e pericolosa: non bastano più password o documenti rubati, oggi i criminali puntano direttamente ai dati biometrici di chi cerca lavoro online.

Secondo gli esperti di sicurezza informatica, si stanno moltiplicando i casi di falsi colloqui di lavoro organizzati con l’obiettivo di raccogliere immagini del volto e campioni vocali delle vittime. Attraverso videochiamate apparentemente legittime, i malintenzionati chiedono ai candidati di mostrarsi in webcam, registrare frasi specifiche o inviare selfie e documenti prima ancora di parlare con un selezionatore reale.

Il vero scopo non è valutare le competenze professionali, ma ottenere materiale biometrico sufficiente per superare i sistemi di autenticazione avanzati utilizzati da banche, piattaforme finanziarie e servizi digitali. I dati raccolti vengono poi elaborati con tecnologie di deepfake sempre più evolute, capaci di simulare in modo realistico volto e voce della vittima e aggirare i controlli di “liveness”, cioè quelli che verificano la presenza reale dell’utente.

Tra i principali segnali d’allarme individuati dagli specialisti emergono richieste di videocolloqui urgenti provenienti da aziende sconosciute, l’utilizzo di piattaforme di recruiting poco note e domande insolite già nelle prime fasi del contatto, come l’invio di audio, selfie o documenti prima di qualsiasi confronto con un operatore reale.

Il rischio aumenta soprattutto nelle prime fasi della ricerca di lavoro, quando il desiderio di nuove opportunità può abbassare la soglia di attenzione e spingere i candidati ad accettare procedure poco trasparenti. Secondo recenti report di settore, le frodi legate alla verifica biometrica sono cresciute del 4,18% nell’ultimo anno, segno di una tendenza in rapida espansione.

Le conseguenze possono essere gravi: dal furto d’identità alla compromissione di conti bancari e servizi finanziari, fino all’utilizzo dei dati per ulteriori reati digitali come adescamento, stalking o truffe mirate. Per questo gli esperti invitano a verificare sempre l’identità delle aziende, diffidare di richieste urgenti e non fornire mai dati biometrici sensibili prima di aver accertato l’affidabilità dell’interlocutore.

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