Tumore al pancreas inoperabile, paziente di 65 anni salvato grazie ad una radioterapia innovativa

Per la prima volta al San Camillo eseguita una tecnica di radioterapia interna che mira a rendere operabile un cancro al pancreas

“Per la prima volta al San Camillo è stata eseguita una tecnica innovativa di radioterapia interna che mira a rendere operabile un cancro al pancreas altrimenti inoperabile“. – A darne notizia la stessa Azienda ospedaliera del Forlanini.

“Il carcinoma del pancreas – spiegano – è il quarto per incidenza ed è l’unico che non ha mostrato nel tempo una riduzione nei tassi di mortalità, tanto negli uomini quanto nelle donne. In Italia nel 2020 sono state stimate circa 14.300 nuove diagnosi e 12.400 vittime. Nella maggior parte dei casi questo tumore ha un’evoluzione asintomatica e si presenta alla diagnosi in fase già avanzata.

Al San Camillo un uomo di 65 anni, affetto da tumore del pancreas localmente avanzato e che non poteva essere trattato chirurgicamente, è stato trattato per via endoscopica con l’inserimento di un dispositivo chiamato “Oncosil”. Si tratta di una tecnica di radioterapia interna in cui una sorgente di radiazioni agisce direttamente nel tumore. La prima visita di controllo ha confermato il successo dell’impianto, senza alcun effetto avverso e l’ottima reazione del paziente, che sarà ripreso in carico per le successive rivalutazioni e per un successivo eventuale approccio chirurgico, in un percorso aziendale multidisciplinare già tracciato”.

La soddisfazione

“La ricerca, l’innovazione e il coraggio dei professionisti possono far fare un salto di qualità alle cure, anche e soprattutto quando si tratta di patologie complesse o molto complesse, come quelle oncologiche, in questo caso uno dei tumori più aggressivi che conosciamo. C’è davvero bisogno di sperimentazione, della possibilità di costruire nuove vie per aggredire il tumore stesso. Il contributo di ognuno dei professionisti coinvolti è stato fondamentale per raggiungere questo traguardo. – Sono le parole di Narciso Mostarda, direttore generale del San Camillo di Roma . – Questo è il risultato di un anno di lavoro di squadra che ha coinvolto le unità di Medicina Nucleare, Gastroenterologia, Oncologia, Chirurgia dei trapianti e Chirurgia generale e Fisica sanitaria del San Camillo-Forlanini, a cui facciamo i nostri complimenti per questo fondamentale lavoro di ricerca e innovazione”.

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