La Commissione Europea ha autorizzato l’impiego della combinazione di lurbinectedina e atezolizumab come terapia di mantenimento di prima linea per gli adulti affetti da carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso (Es-Sclc) che non hanno mostrato progressione della malattia dopo il trattamento di induzione standard. La decisione arriva dopo il parere favorevole espresso nei mesi scorsi dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea per i Medicinali.
L’approvazione introduce una nuova opzione terapeutica in un ambito oncologico caratterizzato da un’elevata aggressività della malattia e da limitati progressi terapeutici nel corso degli anni. Per gli specialisti, il provvedimento potrebbe contribuire a modificare l’attuale approccio clinico e ad ampliare le possibilità di trattamento per una categoria di pazienti che continua a presentare bisogni terapeutici significativi.
Secondo gli oncologi che si occupano di questa patologia, il microcitoma polmonare in stadio esteso rappresenta una delle forme tumorali più difficili da trattare. L’arrivo della nuova combinazione terapeutica viene quindi considerato un passo importante verso il miglioramento degli esiti clinici e potrebbe incidere sui futuri standard di cura adottati in Europa.
Lo studio
L’autorizzazione europea si fonda sui risultati dello studio di fase 3 IMforte, promosso da Roche in collaborazione con Jazz Pharmaceuticals. La ricerca ha valutato l’utilizzo di lurbinectedina associata ad atezolizumab come trattamento di mantenimento dopo la terapia iniziale nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso.
I dati dello studio hanno evidenziato una riduzione del 46% del rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla sola terapia con atezolizumab. È stata inoltre osservata una diminuzione del 27% del rischio di morte nei pazienti trattati con la combinazione farmacologica.
Lurbinectedina ha ottenuto dall’Agenzia Europea per i Medicinali anche la designazione di farmaco orfano, riconoscimento riservato ai medicinali destinati a patologie rare che nell’Unione Europea colpiscono meno di cinque persone ogni 10.000 abitanti.
Il tumore del polmone a piccole cellule continua a rappresentare una sfida rilevante per i sistemi sanitari europei. Ogni anno vengono infatti diagnosticati circa 62 mila nuovi casi e nella maggior parte delle situazioni la malattia viene individuata quando è già in fase avanzata.
La combinazione di lurbinectedina e atezolizumab è già utilizzata in tredici Paesi, tra cui gli Stati Uniti, dove è stata approvata come trattamento di mantenimento di prima linea per questa forma di tumore polmonare. L’estensione dell’autorizzazione al mercato europeo consentirà ora un accesso più ampio alla terapia nei diversi sistemi sanitari nazionali.