Nella giornata di ieri, domenica 22 marzo, si è concluso il pellegrinaggio per la venerazione pubblica delle spoglie di San Francesco, esposte nella Chiesa inferiore della Basilica di Assisi già dal 22 febbraio, un’occasione di preghiera e commemorazione ad 800 anni dalla morte del Santo patrono d’Italia, icona di pace, povertà, ecologia e dialogo.
Tantissimi i fedeli ciociari che in questo mese hanno voluto raggiungere la Basilica di San Francesco per raccogliersi con ossequio davanti la teca. Tra questi anche il sorano Massimo Di Ruscio: «Sono particolarmente devoto a San Francesco, per me un Santo straordinario, che dal lontano 1223 creò il primo presepe vivente a Greccio. Ho voluto realizzare un dipinto, olio su tela, grazie anche al supporto dei maestri Antonio e Roberto Cinti, padre e figlio, artisti di Sora, dei quali sono stato allievo. Ho donato quest’opera al Santo di Assisi. Tra le mie passioni c’è anche quella dell’arte presepiale: negli anni ho progettato e creato numerosi presepi, esposti in prestigiose mostre a livello nazionale ed internazionale. Dal 1988 sono iscritto all’Associazione Italiana Amici del Presepe di Roma».
Il dipinto è stato realizzato dopo un minuzioso studio dell’avvenimento raffigurato, un approfondimento che non trascura alcun dettaglio. Nel quadro, infatti, l’artista Massimo Di Ruscio ha riportato l’immagine di San Francesco che prega ai piedi del Crocifisso nella fatiscente chiesetta di San Damiano, poco vicino ad Assisi: è il ritratto della chiamata divina che il Santo ricevette nel 1205 davanti l’iconica croce bizantina che raffigura Cristo nel suo dolore e nel suo trionfo.
Secondo la religione cristiana questo evento segna l’inizio della conversione del giovane Francesco e della sua missione, originariamente interpretate nel restauro materiale della chiesetta in rovina, in seguito il Santo comprese che Dio lo chiamava a rinnovare la Chiesa intesa come comunità di fedeli.

