L’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale festeggia un risultato di grande rilievo nella classifica Censis 2025/2026. L’Ateneo cassinate conquista infatti il secondo posto nazionale tra i piccoli atenei statali, ovvero quelli con meno di 10.000 iscritti, confermando il percorso di crescita e consolidamento intrapreso negli ultimi anni.
Ma il riconoscimento non riguarda soltanto il dato complessivo dell’università. Dalla graduatoria Censis emerge anche la straordinaria performance del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, che raggiunge il 27° posto nazionale, superando atenei storici e prestigiosi come La Sapienza di Roma e l’Università Federico II di Napoli.
Un risultato che assume un valore ancora più significativo se si guarda al percorso compiuto. Lo scorso anno il corso di Giurisprudenza aveva già registrato un importante balzo in avanti, conquistando 10 posizioni nella classifica Censis. Nell’ultima rilevazione la crescita è proseguita con un ulteriore avanzamento di 18 posizioni, a testimonianza di un miglioramento costante della qualità della didattica, dei servizi e dell’organizzazione del corso.
Un traguardo che racconta anche una storia di rilancio per volere del professor Luigi Di Santo, attuale presidente del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza che ha avviato un percorso di valorizzazione e crescita che ha portato Giurisprudenza Unicas a scalare progressivamente la classifica nazionale, fino a collocarsi oggi tra le realtà più competitive del panorama universitario italiano.
La doppia affermazione certificata dal Censis — con l’Ateneo al secondo posto tra i piccoli atenei statali e il corso di Giurisprudenza protagonista di una forte ascesa — rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto dall’intera comunità accademica.
Un risultato che rafforza il ruolo dell’Università di Cassino come punto di riferimento culturale e scientifico del territorio e che offre a studenti e famiglie un ulteriore elemento di scelta: un ateneo capace di crescere, innovarsi e competere con università di dimensioni e tradizioni molto più grandi.