L’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, celebrata oggi, ha assunto un significato che va oltre la ritualità istituzionale. A indicarne il senso più profondo è stato il discorso del Rettore Marco Dell’Isola, vero fulcro della giornata.
Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al Rettore, il rappresentante degli studenti Gianvito Carlomusto, la rappresentante del personale tecnico-amministrativo Manuela Scaramuzzino, Daniele Franco per la prolusione, Sergio Nisticò per la laudatio e Ole Settergren, protagonista della lectio magistralis e destinatario del dottorato honoris causa.
Nel suo intervento, Dell’Isola ha ricostruito il percorso che ha portato l’ateneo a liberarsi da un pesante debito accumulato negli anni. Ma il punto centrale non è stato il passato, bensì la scelta compiuta durante quel periodo: non ridurre, ma continuare a investire. Mentre si risanavano i conti, l’università cresceva, ampliando l’offerta formativa, aumentando il numero degli studenti e rafforzando la propria presenza sul territorio.
Da qui il passaggio a una visione più ampia: il ruolo strategico dell’università come motore di sviluppo per l’area tra Cassino, Frosinone e Gaeta. Un’infrastruttura capace di produrre capitale umano, trattenere giovani e rendere il territorio più attrattivo.
Infine, lo sguardo si è spostato sul futuro e sulla dimensione internazionale. Il Rettore ha ribadito la vocazione cosmopolita dell’ateneo, sottolineando l’importanza di restare uno spazio aperto e inclusivo, anche in un contesto globale segnato da tensioni.
L’inaugurazione si chiude così con una linea chiara: un’università solida nei conti, radicata nel territorio, ma proiettata verso il mondo. Una visione che, come emerso oggi, rappresenta la vera eredità di questi anni e il punto di partenza per quelli a venire.