Usa – Un ragazzino di 14 anni è accusato di aver ucciso la madre con un colpo di pistola alla testa al termine di una lite scoppiata in casa. Il dramma si è consumato nello Stato americano del Wyoming, nella cittadina di Kemmerer, nella contea di Laramie.
Secondo quanto ricostruito dalle autorità, tutto sarebbe iniziato da una discussione per un tablet che la donna riteneva fosse stato sottratto dal figlio. Durante il litigio lo avrebbe accusato di essere un “ladro”, parole che avrebbero fatto degenerare la situazione.
I soccorsi sono stati allertati per una segnalazione di una donna ferita da un’arma da fuoco all’interno di un’abitazione. All’arrivo degli agenti e dei paramedici, la donna era ancora viva ma priva di conoscenza e presentava una grave ferita nella parte posteriore della testa.
Trasportata d’urgenza al Cheyenne Regional Medical Center, è stata successivamente trasferita in elicottero all’UC Health di Fort Collins, in Colorado. Nonostante i tentativi dei medici, le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi.
Il ragazzo è stato preso in custodia subito dopo l’accaduto. In un primo momento avrebbe raccontato agli investigatori che la madre si era tolta la vita, ma i medici hanno subito espresso dubbi su questa versione. Esaminando la ferita, infatti, non hanno riscontrato una “ferita da contatto”, il segno tipico che si verifica quando un’arma da fuoco viene premuta direttamente contro la pelle nei casi di suicidio.
Gli investigatori ritengono che il giovane avesse sottratto la pistola circa una settimana prima dei fatti, dopo un altro acceso litigio con la madre legato a un brutto voto in matematica.
Secondo quanto riferito nei documenti giudiziari, poco prima di sparare il ragazzo sarebbe stato “molto arrabbiato” e avrebbe confessato di non riuscire a dire alla madre quanto la odiasse perché, a suo dire, non lo capiva. Avrebbe inoltre ammesso di aver pensato in passato di ucciderla quando lo costringeva a fare cose che non voleva fare.