Se c’è una cosa che visivamente ricorderemo di questi Mondiali 2026, questa è sicuramente la Viking Row, ovvero l’esultanza collettiva della Norvegia diventata virale nel giro di poche settimane.
I giocatori scandinavi, trascinati dai fenomeni Martin Ødegaard ed Erling Haaland, con questa esultanza mimano una remata sincronizzata a ritmo di tamburo, scandita da un urlo collettivo; rapidamente questa coreografia, senza dubbio affascinante, si è trasformata in un fenomeno globale.
La Viking Row è diventata virale dopo le vittorie della Norvegia contro Iraq, Senegal e Costa d’Avorio, nel percorso che ha garantito alla squadra l’accesso agli ottavi di finale. Il successo della coreografia ha però oltrepassato il semplice campo da gioco grazie alla semplicità quasi universale delle movenze richieste. Oggi è diffusissima sui social ma anche ai concerti, dove movimenti simili erano già presenti in versioni semplificate e più adatte alle ritmiche della musica metal… ma questo lo vedremo più nel dettaglio dopo.
Il bello della semplicità è che può conquistare chiunque
Il segreto della Viking Row, più che nella coreografia in sé, sta nella sua capacità di comunicazione quasi universale: per farla non serve capire il norvegese né avere conoscenze calcistiche; basta avere un po’ di ritmo e tanta voce in petto, abbastanza per urlare insieme a chiunque altro si trovi nei paraggi.
Dal punto di vista sonoro e visivo, poi, parte del successo della Viking Row si deve ai grandi stadi americani che ospitano questa edizione del Mondiale. Quelle strutture sono fatte per amplificare al meglio i suoni che provengono dal campo e hanno contribuito a trasformare questa esultanza in un momento di partecipazione collettiva.
A questo dobbiamo aggiungere un dettaglio potenzialmente molto importante: gli Stati Uniti sono una nazione calcisticamente mai particolarmente legata allo sport ma da sempre molto collegata allo spettacolo e al divertimento, non a caso sono una delle patrie di chi gioca con i risultati delle partite; ecco quindi che una celebrazione spettacolare diventa incredibilmente popolare tra il pubblico.
Quando l’esultanza raggiunge la viralità…ci guadagniamo tutti
Il vero salto di qualità della Viking Row si è però misurato fuori dagli stadi di calcio.
Il gesto è stato ripreso durante partite di baseball della MLB, eseguito da gruppi di pendolari nella metropolitana di New York, imitato da giocatori NBA durante le proprie celebrazioni e persino da agenti della polizia aeroportuale in Texas, come confermano tanti video che sui social network sono riusciti a totalizzare decine di milioni di visualizzazioni. Questo percorso di diffusione ci ricorda da vicino il significato della parola “trend”: sono bastate poche settimane perché un gesto e un’idea si replicassero in contesti sempre diversi, diventando progressivamente sempre più popolari e sempre più simili a un patrimonio condiviso tra persone lontanissime tra loro.
Alla Viking Row è bastato pochissimo per conquistare il mondo e diventare uno dei simboli dei Mondiali 2026, che, seppur privi della nostra Italia, stanno regalando tante belle emozioni agli appassionati di sport e a chi segue le partite dalle piattaforme per chi scommette. Il calcio di oggi non produce soltanto risultati sportivi, ma anche contenuti culturali che si stanno dimostrando capaci di vivere di vita propria, sopravvivendo ben oltre il fischio finale di una partita.