Una donna…nel pallone: dalla Ciociaria alla Nazionale, ecco chi è Tatiana Zorri

Tatiana Zorri è certamente la più famosa figura di calcio femminile che la Ciociaria abbia conosciuto fino ad oggi

È nata a Sora, 45 anni fa, ma di strada, con quel pallone tra i piedi ne ha fatta davvero tanta. Tatiana Zorri è certamente la più famosa figura di calcio femminile che la Ciociaria abbia conosciuto fino ad oggi. Una professionista che ha precorso i tempi, che ha fatto dello sport più amato dagli italiani la sua vita, quando ancora il calcio femminile era ‘roba per pochissime’, una disciplina da sdoganare. Quando le ‘signorine’ che decidevano di scendere in campo a correre, sudare, contrastare le avversarie, non erano certo all’ordine del giorno. Ma il suo talento e la consapevolezza dei propri mezzi, hanno fatto la differenza. Tatiana ha avuto una carriera luminosa, collezionato riconoscimenti importanti, coppe, scudetti. È stata la centrocampista di club blasonati come Lazio e Torino, ma anche del Tavagnacco e del Verona. Soprattutto vanta 155 presenze in Nazionale e 22 reti distribuite tra il 1993 e il 2010. Oggi lavora ancora in questo mondo, sebbene sia passata sulla panchina: dopo aver guidato il Luserna Femminile dalla serie C alla storica promozione in A, continuando ad averla sotto le proprie cure nella massima categoria, ha allenato l’Under 19 femminile del Torino FC del presidente Cairo ed oggi ha nelle sue mani le redini della Prima Squadra femminile del Pinerolo nel campionato di Serie C. La ‘nostra’ infaticabile Zorri, tecnico dotato del patentino UEFA A, però, non si ferma qui: guarda al futuro e sogna ancora l’azzurro della Nazionale…Ed è lei stessa a mettersi a nudo e a raccontarsi in questo ritratto.

Come è nata la passione per il calcio?
“Diciamo che la passione è nata molto spontaneamente perché ho tre fratelli maschi e una sorella più grandi e quindi mi sono trovata a giocare con loro. Devo anche ringraziare i miei genitori che non si sono mai opposti quando ho chiesto di entrare a far parte delle prime società, in un periodo in cui giocare a calcio per una ragazza era tutt’altro che usuale”.

Come descriverebbe la Zorri atleta? Che centrocampista è stata?
“Ho sempre affrontato con serietà lo sport e mi sono posta obiettivi ben precisi da raggiungere. Penso di essere stata una centrocampista intelligente dal punto di vista tattico, avevo una buona tecnica e riuscivo a saltare l’avversario con facilità, ma ero anche molto altruista”.

Aveva un personaggio di riferimento a cui si è ispirata?
“Quando ho iniziato a giocare il mio ruolo era esterno basso o alto e mi ispiravo a Zambrotta, spesso mi piaceva guardare le sue partite. Successivamente, spostandomi nel centro del campo, mi sono ispirata a Pirlo, il maestro del calcio”.

Da Isola del Liri, a Sora, Frosinone, Gaeta fino alla serie A con la Lazio e il Torino solo per citare le squadre più conosciute. Quindi la maglia azzurra della nazionale. Quali sono state le figure più importanti nella sua formazione di calciatrice? E quali sono le doti che bisogna avere per fare carriera in questo mondo difficilissimo?
“Devo ringraziare sicuramente Mister Guenza per la prima convocazione in nazionale maggiore, ma chi mi ha insegnato di più sono state Carolina Morace e Elisabetta Bavagnoli che all’epoca era il suo secondo: con loro ho condiviso molti anni sia in nazionale che alla Lazio. Per fare una grande carriera bisogna sempre rimanere umili e lavorare con determinazione e serietà”.

A proposito di nazionale, come ricorda il suo esordio da giovanissima? Cosa significa indossare la maglia azzurra?
“L’esordio in nazionale maggiore è stata un’emozione indescrivibile e non lo dimenticherò mai. Avevo solo 16 anni ed era da sempre il mio sogno”.

Qual è stato il momento più bello vissuto grazie al calcio?
“La vittoria del campionato con la Lazio e poi l’onore di indossare la maglia azzurra per molti anni”.

Da tempo, oramai, veste anche il ruolo di tecnico ed ora alle sue cure è stato affidato il Pinerolo in serie C. Come pensa sia cambiato il calcio femminile nel tempo?
“Il calcio femminile oggi è più veloce e fisico, le ragazze sono tutte finalmente atlete, con staff qualificati e impianti sportivi adeguati”.

Di poco tempo fa la felice notizia del passaggio al rango di professioniste anche per le calciatrici…
“Finalmente, era una conquista che si aspettava da molto! Le giocatrici adesso saranno più tutelate e potranno fare davvero del calcio la loro professione”.

L’anno prossimo ci saranno i mondiali femminili in Australia e Nuova Zelanda…sogna una chiamata in qualche ruolo nello staff?
“Ad oggi non ho ricevuto nessuna chiamata ma se dovesse arrivare non ci penserei due volte: alla maglia azzurra, dentro o fuori dal campo, non si può dire no!”.

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Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli
Cristina Lucarelli, giornalista pubblicista, specializzata in sport ma con una passione anche per musica, cinema, teatro ed arti. Ha collaborato per diversi anni con il quotidiano Ciociaria Oggi, sia per l'edizione cartacea che per il web nonché con il magazine di arti sceniche www.scenecontemporanee.it. Ha lavorato anche come speaker prima per Nuova Rete e poi per Radio Day e come presentatrice di eventi. Ha altresì curato gli uffici stampa della Argos Volley in serie A1 e A2 e del Sora Calcio.

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