Leucemia mieloide cronica, 9.000 casi in Italia: cos’è è come si cura

Una patologia ematologica rara ma sempre più gestibile grazie ai progressi della medicina. Diagnosticata al cestista Achille Polonara

La diagnosi di leucemia mieloide cronica per il cestista Achille Polonara, ala della Virtus Bologna e della Nazionale italiana, ha scosso il mondo dello sport e riportato sotto i riflettori una patologia ematologica rara ma sempre più gestibile grazie ai progressi della medicina.

Il 32enne atleta è stato ricoverato all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove ha iniziato le cure specifiche dopo accertamenti successivi a un’infezione virale. La Virtus, attraverso un comunicato ufficiale, ha espresso piena solidarietà: “Forza Achi, ti aspettiamo presto!”. Messaggi di vicinanza sono arrivati anche da compagni, tifosi, colleghi e club avversari, creando un’ondata di sostegno che ha travalicato i confini del basket italiano.

Cos’è la leucemia mieloide cronica

La LMC è una forma rara di tumore del sangue, responsabile di circa il 15% delle leucemie totali. In Italia colpisce circa 9.000 persone, soprattutto uomini sopra i 60 anni. È causata da un’alterazione genetica — il cosiddetto cromosoma Philadelphia — che porta a una proliferazione incontrollata delle cellule staminali ematopoietiche.

Grazie alla ricerca scientifica, oggi la LMC è considerata una malattia cronica gestibile, con aspettativa di vita comparabile a quella della popolazione generale. Tuttavia, rimangono criticità legate alla qualità della vita dei pazienti e agli effetti collaterali delle terapie.

Come si cura

I trattamenti si basano su farmaci inibitori della tirosin-chinasi (TKI), assunti per via orale. Ma circa il 30% dei pazienti non risponde adeguatamente ai farmaci di prima linea o è costretto a sospenderli a causa degli effetti collaterali, come emerso dallo studio clinico ASC4FIRST.

Secondo Fabrizio Pane, ematologo della Federico II di Napoli, “la LMC è stata la prima neoplasia per cui è stata identificata una specifica anomalia cromosomica causativa. Questo ha permesso lo sviluppo di farmaci mirati, più tollerati della chemioterapia, anche se non privi di controindicazioni”.

I nuovi farmaci, come Asciminib, migliorano la risposta molecolare e hanno un profilo di tollerabilità migliore, come dimostrano gli ultimi dati presentati al congresso ASH. Asciminib è già disponibile in Italia per pazienti resistenti o intolleranti ad almeno due precedenti TKI.

Vivere con la LMC

Le indagini condotte da AIL e Novartis Italia mostrano che circa un paziente su tre ritiene compromessa la propria qualità di vita, a causa di sintomi persistenti come stanchezza cronica, crampi, nausea o problemi visivi. Il 40% sperimenta effetti collaterali continui, e il 30% segnala anche un impatto psicologico rilevante.

Studi recenti rivelano che molti pazienti interrompono o saltano dosi per colpa degli effetti indesiderati, mettendo a rischio la continuità e l’efficacia del trattamento. Secondo il Dr. Fabio Efficace, “monitorare gli effetti collaterali e la qualità della vita è fondamentale per garantire aderenza e successo terapeutico”.

Il futuro della LMC

“La leucemia mieloide cronica oggi si affronta come una condizione cronica”, afferma Elisabetta Abruzzese, ematologa all’Ospedale Sant’Eugenio di Roma. Ma resta importante costruire un rapporto più stretto tra medico e paziente: solo il 26% dei malati riferisce che le decisioni terapeutiche vengono prese insieme al proprio ematologo.

Come ha ricordato Paola Coco, Chief Scientific Officer di Novartis Italia, “ci sono ancora ampi margini per migliorare la tollerabilità e per favorire una medicina che ascolti di più la voce del paziente”. – Fonte Agenzia DIRE www.dire.it.

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