Attentato a colpi d’arma da fuoco contro Caffè Minotti nella notte: “Siamo esasperati”. Indagini serrate

Il locale di via Marittima di nuovo nel mirino: è il quarto attentato in pochi anni, l'ultimo a marzo scorso

Frosinone – È profondamente scossa Maria Teresa che, insieme al marito Vincenzo Minotti, da anni gestisce il noto Caffè Minotti di via Marittima, punto di ritrovo della movida cittadina da decenni. L’abbiamo incontrata proprio dietro quella vetrata che, nella notte appena trascorsa è stata infranta a colpi d’arma da fuoco da due banditi, arrivati davanti al locale a bordo di uno scooter, con il volto coperto da caschi integrali, esplodendo almeno tre colpi.

I bossoli sono stati individuati e repertati dai carabinieri del comando provinciale di Frosinone, che hanno immediatamente avviato le indagini e sequestrato i filmati delle telecamere della zona e dello stesso locale, per raccogliere elementi utili a risalire ai responsabili dell’ennesimo attentato.

Rabbia ed esasperazione

Maria Teresa racconta di essere esasperata e ora anche comprensibilmente impaurita. Ma lo fa con la forza e la tenacia di chi non vuole lasciarsi abbattere, di chi non vuole abbassare la testa, di chi lavora onestamente e vuole continuare a farlo senza timori: quello subito dal suo locale è infatti il quarto attentato in pochi anni. L’ultimo a marzo scorso, quando due soggetti piazzarono una bomba carta che esplose danneggiando la vetrata. Gli altri episodi risalgono a marzo del 2022, quando vennero esplosi sette colpi di pistola contro le vetrate e, ancor prima, al dicembre 2021, anche in quel caso ad esser presa di mira fu una vetrata.

«Siamo stanchi – spiega –. Avere un’attività commerciale e ritrovarsi bersaglio continuo di attentati mina la sicurezza nostra, del personale e dei clienti». E la paura è stata tanta anche questa volta: al momento degli spari davanti al locale c’erano clienti che entravano e uscivano dal giardino sul retro, dove era ancora in corso la serata. Il rumore dei colpi è stato udito distintamente, in pochi istanti è stato il panico.

“Di fronte a questi episodi, ti viene voglia di lasciare la città dove siamo nati e cresciuti e dove conduciamo una attività storica all’insegna della qualità. Abbiamo deciso invece di restare qui per evitare che vinca l’illegalità e non deludere i tantissimi clienti per i quali rappresentiamo un punto d’incontro quotidiano per trascorrere in armonia e serenità i momenti in cui sono liberi dal lavoro. La nostra presenza e la vostra frequentazione saranno il segnale più potente per evitare di far trionfare l’illegalità. Viva la giustizia”, ha scritto Vincenzo Minotti in un post sul suo profilo social accompagnato da un video.

Tre proiettili che riaccendono i riflettori sul tema sicurezza

La vetrata mostra tre segni: due fori netti e un colpo che ha solo scalfito il vetro. Tre proiettili che hanno riacceso i riflettori sul tema della sicurezza, non solo per il Caffè Minotti – vittima di quattro attentati – ma per l’intero capoluogo, troppo spesso teatro di azioni criminali rimaste impunite.

«È ingiusto – prosegue Maria Teresa –. Pensiamo a organizzare eventi, a portare gente, a creare lavoro sul territorio, a mantenere viva un’attività che da decenni offre servizi e divertimento alla città, e invece ci ritroviamo puntualmente a fare i conti con intimidazioni».

La misura è ormai colma e non si può più assistere a passerelle politiche che dopo l’ennesimo episodio assicurano più controlli. Non bastano elicotteri in volo per pochi giorni: se poi tutto torna alla solita “normalità”, che normalità non è.

A Frosinone le infiltrazioni criminali ci sono, è noto. E come testimonia questo ennesimo episodio, la criminalità agisce indisturbata e senza paura. Serve un piano d’azione concreto per la sicurezza dei cittadini e delle attività commerciali che, come la Caffè Minotti, creano ricchezza e lavoro.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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