Anagni – Festival del teatro medievale e rinascimentale, gran finale di tre giorni per la kermesse

Questa sera si parte con Neri Marcorè, domani Amanda Sandrelli e domenica 31 agosto va in scena l’“Adelchi”

Gran finale di emozioni e week-end lungo per la 32° edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale della Città di Anagni, organizzato dal Comune, con la direzione artistica di Giacomo Zito e quella teorico-critica di Gaetano D’Onofrio. Si parte questa sera con gli spettacoli di Neri Marcorè, domani, sabato 30 agosto, appuntamento con Amanda Sandrelli. Chiude la kermesse, domenica 31 agosto, l’“Adelchi”, portato in scena da Giuseppe Pambieri e Vincenzo Zingaro. Tutti gli spettacoli inizieranno alle 21, a Piazza Innocenzo III, e sono a ingresso libero e gratuito. 

“La buona novella” di Marcorè

Venerdì, Neri Marcorè propone “La buona novella”, produzione Eventi scrl: un concerto, insieme alla Tribute Band “Il Testamento di Faber” che mette in rilievo le sue sorprendenti doti di musicista e cantante, in una sacra rappresentazione contemporanea grazie ai capolavori di Fabrizio De André: i protagonisti delle canzoni perdono sacralità, sempre nel rispetto etico e religioso – e assumono valenze e connotazioni tutte umane, dove condivisione e compassione danno alla dimensione spirituale sfumature rivelatorie e insieme rivoluzionarie.

“La bisbetica domata” con Amanda Sandrelli

Sabato, Amanda Sandrelli è “La bisbetica domata”, nella produzione della Contrada – Teatro Stabile di Trieste. Caterina della Bisbetica domata è un personaggio ambiguo e questo lo rende affascinante: è antipatica, intransigente, sboccata e integralista, qualcuno dice pure pazza. Ma libera. Adolescenziale e romantica, altro che bisbetica: sogna un mondo in cui ci si sposa per amore. Ma nella Padova della Bisbetica, tutti i protagonisti sono ambigui e macchiati da colpe. In una società profondamente maschilista come poteva essere quella inglese di fine Cinquecento, una Caterina addomesticata era un bel personaggio comico, la Bisbetica una edificante commedia a lieto fine: la commedia della “selvaggia addomesticata”. Solo che oggi tutto questo non è edificante e non è a lieto fine. Caterina vorrebbe riscrivere le regole, dire di no a madre e sposo canaglia. L’umiliazione è totale, la violenza che subisce disgustosa e pianificata fin dalla prima battuta di Petruccio: lui punta solo a dominare la bella e ricca Caterina e sa come fare a piegarla, con le buone o con le cattive. Da un lato della scena si ride, ci si traveste, ci si manda baci e dichiarazioni d’amore, dall’altro si esercita la violenza a livelli da incubo. Ma il peggio accade quando la porta si chiude e noi non vediamo né sentiamo più. Là dietro non arriva nessun principe azzurro che ti salva. Caterina piega la testa, ridotta peggio di un cagnolino: di Caterina, quella ragazza tutto pepe e rivolta, che sognava di innamorarsi, non c’è più traccia. Obbligata all’umiliazione totale, tutti le voltano le spalle: cosa la attende tra le mura di casa è un problema tutto suo. Noi qui, dall’altro lato della scena, possiamo soltanto fingere di essere felici.

Domenica cala il sipario sulla kermesse

Domenica, infine, la chiusura del Festival è affidata al regista Vincenzo Zingaro, che riporta in scena la sua storica versione del più grande capolavoro del teatro romantico italiano, in un’opera – concerto per voci recitanti ed orchestra, prodotta da Castalia Ass. Culturale. Un evento unico, avvincente ed emozionante. Otto attori e otto musicisti, con Giuseppe Pambieri nel ruolo di Re Desiderio e Vincenzo Zingaro nel ruolo di Adelchi, coinvolgeranno il pubblico attraverso una straordinaria fusione di parola e di musica, facendoci addentrare nelle affascinanti vicende che hanno visto nascere il Sacro Romano Impero di Carlo Magno e che costituiscono le fondamenta dell’Europa.

Adelchi è l’eroe romantico in continua lotta fra ideale e reale, fra sentimento e ragione, fra aspirazione e dovere. Egli è l’uomo nuovo in cui Alessandro Manzoni trasferisce i suoi sentimenti di giustizia, di solidarietà, di condanna delle guerre e di profonda Fede.

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