Sora – Spaccio di droga, dal “Casermone” alla base vicina al SERD gestita dai rom: quattro arresti

Una coppia di etnia rom si era trasferita da Frosinone a Sora per avviare una fiorente attività di spaccio. L'operazione di polizia

Lo scorso 28 agosto, il personale della Polizia di Stato, in particolare della Squadra Mobile di Frosinone, guidata dal Dirigente Angelo Longo, e del Commissariato di P.S. Sora, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.i.p. del Tribunale di Cassino, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, a carico di 4 persone gravemente indiziate dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. I risultati operativi sono stati illustrati nella mattinata nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Procuratore, Dott. Carlo Fucci.

Dal Casermone allo spaccio a Sora

L’attività d’indagine è nata a seguito della presenza nel comune di Sora di un uomo e una donna di etnia rom, entrambi pluripregiudicati per reati inerenti prevalentemente lo spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno consentito di ipotizzare che la coppia, che risiedeva precedentemente a Frosinone nel complesso edilizio denominato “il casermone”, dal marzo 2024 si era trasferita a Sora al fine di avviare una nuova piazza di spaccio.

La base di spaccio vicina al SERD

Come emerso da precedenti attività d’indagine il territorio Sorano è divenuto negli ultimi tempi il bacino di approvvigionamento di sostanze stupefacenti per tutto il comprensorio, con estensione alla Val di Comino ed a parte del territorio Marsicano. In particolare, la continua richiesta di sostanze stupefacenti avrebbe spinto la coppia rom ad attivare un proprio remunerativo canale per il mercato dello stupefacente nel territorio Sorano, che aveva come base operativa l’abitazione della coppia. La stessa, si presentava logisticamente essenziale per la strategia commerciale illecita adottata dalla coppia, volta ad attrarre soprattutto tossicodipendenti in cura riabilitativa presso il S.E.R.D. dell’ASL di Sora, situato a circa 850 metri dall’abitazione.

Le indagini, condotte dalla P.S. e coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino, si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche, utilizzazioni di telecamera nei pressi dell’abitazione occupata dalla coppia rom, escussione di acquirenti di sostanze stupefacenti.

L’attività d’indagine ha permesso di accertare che, presso l’abitazione, venivano cedute tante dosi di stupefacente tali da soddisfare mediamente le richieste di 50 consumatori al giorno, a qualsiasi ora della giornata, da aprile a novembre 2024. Le cessioni contestate, prevalentemente di cocaina e talvolta di crack e hashish, sono avvenute in prevalenza a Sora ed alcune a Broccostella. I 4 soggetti destinatari delle misure cautelari personali (due dei quali tradotti presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere e quella di Cassino, uno sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione mentre la donna resta detenuta presso la casa Circondariale di Rebibbia Femminile per altra causa) agivano secondo uno schema ben collaudato, per il quale i due coniugi si occupavano del trasporto dello stupefacente dal luogo di custodia all’abitazione, nonché della successiva vendita ai vari acquirenti, mentre gli altri due avevano il compito di indirizzare verso il luogo di spaccio i clienti e, in alcuni casi, cedevano la sostanza stupefacente.

I destinatari delle misure cautelari all’interrogatorio preventivo del G.i.p. si avvalsero della facoltà di non rispondere. Alla citata attività illecita hanno partecipato inoltre a vario titolo altri 7 soggetti, denunciati all’A.G. per i reati di favoreggiamento personale, che avevano soprattutto il compito di indirizzare verso il luogo di spaccio i clienti e di verificare, ed eventuale segnalare, la presenza di Forze dell’Ordine nei pressi dell’abitazione.

Va sottolineata la professionalità con la quale la Polizia di Stato ha effettuato le indagini frutto anche di un attento controllo del territorio che ha consentito di verificare i contatti della coppia con altri personaggi di etnia rom del territorio e di valorizzare le risultanze investigative di precedenti indagini.

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