Matteo Renzi a Frosinone: “C’è chi ha detto ‘mettetevi in ginocchio’, io dico rialzatevi”

Il Terzo Polo a ‘Frosinone fa sul serio’. Presenti alla manifestazione, oltre ai candidati, anche Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli

La sala convegni Fornaci Village gremita in ogni ordine di posti. Il Terzo Polo a ‘Frosinone fa sul serio’, come da titolo del manifesto di presentazione dell’evento elettorale, ha fatto davvero sul serio. Numerosi gli amministratori e i simpatizzanti presenti all’iniziativa che ha visto come protagonista Matteo Renzi. Ed è proprio dal capoluogo della Ciociaria che il segretario nazionale di Italia Viva ha deciso di prendere a cannonate Enrico Letta. L’ex presidente del consiglio, davanti ai candidati del Terzo Polo ha, infatti, calcato pesantemente la mano. Nel mirino sono finiti anche i 5 Stelle.  

Presenti all’appuntamento Adamo Pantano, in corsa al collegio uninominale per il Senato, Stefano Carducci, per la Camera nel collegio uninominale, Patrizia Viglianti e Andrea Ranalli, per la Camera nel collegio plurinominale. Con loro il dirigente regionale di Italia Viva Germano Caperna e la coordinatrice provinciale Valentina Calcagni. Sul palco la senatrice uscente Annamaria Parente e capolista al Senato. A far rumore la presenza in sala dei consiglieri comunali Carlo Gagliardi e Alessandra Mandarelli che, secondo i rumors politici, stanno decidendo di aderire il primo ad Azione, mentre la seconda ad Italia Viva. Il loro obiettivo sarebbe quello di creare un gruppo consiliare a Frosinone, per poi concorrere alle regionali proprio tra le fila del Terzo Polo.   

“Letta ha detto che io voglio distruggere il Pd. No caro Enrico  – ha esordito Renzi rivolgendosi a distanza al leader del Pd – fai tutto da solo. Hai proposto di aumentare le tasse: una follia. Ma in Italia abbiamo tasse più alte della media europea”. Un passaggio lo ha riservato a quando era lui alla guida dei Dem. “Abbiamo varato il Jobs Act  – ha fatto notare – che unito a industria 4.0 ha creato un milione di posti di lavoro. Oggi Letta lo rinnega e sostiene anche il reddito di cittadinanza. In questo modo – ha proseguito – fa campagna elettorale per Meloni e M5S. La povertà non si combatte con il sussidio, ma offrendo lavoro di qualità, investendo e non regalando soldi ogni mese”.

Quindi una sorta di appello agli ex compagni di partito.  “Il Pd deve dire – ha chiosato – se sta con noi o con i 5 Stelle. Non tanto Letta  – ha precisato – che la settimana prossima va a casa”.  Relativamente alla questione Ruberti ha, invece, affermato: “Non facciamo polemica politica per quello che è successo qui a Frosinone. Dico solo che c’è chi ha detto ‘mettetevi in ginocchio’, io dico rialzatevi: abbiate valore e sogni, non accontentatevi di qualcuno che vi compra ma conquistate i vostri obiettivi con la competenza. Mancano pochi giorni ormai e abbiamo ancora un 10% di indecisi. Se ci rivolgiamo a loro con le nostre proposte concrete possiamo ancora fare la differenza”. – Il suo appello.   

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