Truffe via mail, nuovo allarme in Ciociaria: false convocazioni giudiziarie con minacce di arresto

Il messaggio fa leva sulla paura con minaccia di arresto, di trasmissione del “caso” alla Procura e di diffusione del nome ai media

Una mail intimidatoria, che si spaccia per un atto ufficiale della Polizia, ha raggiunto nelle ultime ore centinaia di cittadini della provincia di Frosinone. I messaggi — con linguaggio allarmistico e richieste di “giustificazioni” entro 72 ore — invitano i destinatari a rispondere via e-mail e minacciano mandato di arresto e iscrizione in registri pubblici. Si tratta di un tentativo di truffa / estorsione online: “Non rispondete e segnalate immediatamente”, consigliano dalle Forze dell’Ordine.

Cosa contiene la mail ricevuta

Il testo che circola utilizza riferimenti istituzionali e termini tecnici per simulare un provvedimento ufficiale. Tra gli elementi riportati nella mail, che contribuiscono a creare panico, ci sono l’affermazione di procedimenti giudiziari a carico del destinatario, la citazione di articoli di legge e la richiesta di “giustificazioni” entro un termine molto breve. L’indirizzo usato dai truffatori nell’esempio raccolto è email@proteggiminori-poliziadistato.com, chiaramente diverso dai canali ufficiali delle istituzioni.

Il messaggio fa leva sulla paura — minaccia di arresto, di trasmissione del “caso” alla Procura e di diffusione del nome a media e associazioni — per costringere la persona a rispondere o, più frequentemente, a compiere l’errore di fornire dati, trasferire denaro o aprire allegati malevoli.

Come riconoscere la truffa

• Mittente e dominio sospetti: gli indirizzi reali delle forze dell’ordine finiscono in domini ufficiali; varianti che inseriscono parole o segmenti aggiuntivi sono spesso fraudolente.
• Tono ricattatorio e urgenza: l’obbligo a rispondere entro poche ore/72 ore è una tecnica tipica di estorsione.
• Richiesta di contatto via e-mail al posto di comunicazioni formali (atto notificato a mezzo posta o tramite avvocato).
• Errori formali e di contenuto: incongruenze, refusi, riferimenti istituzionali non coerenti sono comuni nelle mail false.
• Minacce di pubblicazione o di iscrizione a registri: strumenti intimidatori usati per far leva sull’imbarazzo della vittima.
• Eventuali allegati o link: possono contenere malware o portare a pagine che raccolgono dati sensibili.

Cosa fare se avete ricevuto la mail

1. Non rispondere e non cliccare link né aprire allegati.
2. Conservare l’email integra (non cancellarla) e, se possibile, salvarne l’intestazione completa (header), che aiuta le indagini tecniche.
3. Segnalare subito la ricezione alla Polizia Postale e alla Questura/Comando territoriale competente; rivolgetevi esclusivamente ai canali ufficiali delle forze dell’ordine, non all’indirizzo indicato nella mail.
4. Avvisare il vostro fornitore di posta (se possibile) e segnalarla come phishing/spam.
5. Controllare i dispositivi con un antivirus aggiornato e, se sospettate compromissioni, rivolgetevi a un tecnico informatico. Cambiate le password e attivate l’autenticazione a due fattori (2FA) sui servizi importanti.
6. Diffondere l’allerta: informate familiari e, in particolare, persone più vulnerabili (anziani) affinché non cadano nella tentazione di rispondere per paura.
7. Se avete fornito dati o subito una richiesta di denaro, contattate le autorità e, se necessario, la vostra banca per bloccare operazioni sospette.

Un diffuso fenomeno di ricatto digitale

Si tratta di una versione aggiornata delle cosiddette “mail di sextortion” e di estorsione online: messaggi che fingono di provenire da enti pubblici o uffici giudiziari, e che cercano di intimidire il ricevente affinché compia un’azione utile ai truffatori (risposta, pagamento, invio di documenti). La rapidità con cui la mail si è diffusa in Ciociaria segnala la necessità di un’ampia campagna di informazione verso la cittadinanza.

Per le istituzioni e le amministrazioni locali

Comuni, Anci locali, Pro Loco e associazioni di volontariato sono invitate a segnalare l’allerta sui propri canali social e istituzionali, fornendo indicazioni chiare su come procedere. Le scuole e i servizi sociali dovrebbero prestare attenzione a eventuali ripercussioni su studenti, famiglie e anziani.

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