Congresso Pd, Gianassi accelera in attesa dell’accordo interno tra i due “correntoni”…che per ora non c’è

Il partito resta diviso tra i sostenitori di Migliorelli e quelli di Fantini ma la soluzione unitaria appare all'orizzonte come probabile

Il commissario del Pd, Federico Gianassi accelera le procedure congressuali della federazione dem della provincia di Frosinone nonostante non ci sia – almeno per ora – alcun accordo definito tra le componenti Area Dem e Area Schlein (Francesco De Angelis, Danilo Grossi), area Gualtieri-Mancini (Sara Battisti) ed Energia Popolare (Antonio Pompeo). I candidati alla segreteria sono destinati a restare Achille Migliorelli (De Angelis-Grossi) e Luca Fantini (Battisti-Pompeo). Peraltro, nonostante l’imminente scadenza delle candidature (9 dicembre), non risultano depositati al momento documenti politici di supporto a conferma che il rischio sia una assemblea (prevista tra fine gennaio e inizio febbraio) essenzialmente tarata sulla conta degli opposti schieramenti. Se non fosse che alcuni elementi spingono a credere che un’intesa sull’organigramma unitario alla fine possa trovarsi.

L’asse nazionale che spinge verso soluzioni unitarie sui territori

Innanzitutto sul panorama degli assetti interni potrebbe incidere il nuovo correntone nascente dalla fusione dei tre gruppi della maggioranza guidati da Franceschini, Orlando e Speranza. Che sono in riunione proprio in queste ore a Montepulciano, ufficialmente per discutere di identità del partito e programmi per le politiche del 2027. Elly Schlein chiuderà i lavori anche se i retroscena parlano del fatto che sia rimasta contrariata per la formazione dell’asse fra i tre capi-corrente. I risultati delle ultime regionali allontanano per ora il pericolo che la segretaria venga defenestrata e quindi, al contrario, quella toscana, secondo molti osservatori, potrebbe trasformarsi nell’occasione per lanciare Schlein alla guida della coalizione contro Meloni.

Il passaggio dell’ingresso di Pompeo in segreteria regionale

Poi non va dimenticata la novità arrivata a metà dello scorso settembre con l’inclusione di Antonio Pompeo – già sindaco di Ferentino e già presidente della Provincia – nella segreteria regionale dem alla cui guida siedono il segretario Daniele Leodori ed il presidente Francesco De Angelis. Dopo la nomina Pompeo pronunciò parole inequivocabili sulla strategia da imboccare per il rilancio del partito, sottolineando la “capacità di saper includere e rendere protagoniste tutte le sue diverse anime. Perché così facendo non solo è forte il Pd, ma è anche più forte e autorevole la sua proposte politica e di governo agli occhi dei cittadini e degli elettori”.

Lo sbocco è un’intesa sia sull’organigramma che programmatica

Ma è inevitabile che qualcuno si metta finalmente a scrivere un documento programmatico unitario e che, magari, si inizi dallo sviscerare anche le difficoltà economiche e sociali della provincia di Frosinone, che è stretta e lunga e racchiude 91 Comuni ed una serie di aree omogenee con una varietà di questioni aperte. Un panorama complesso e vario che richiederebbe politici attenti a rappresentarne le esigenze più che a contare tessere e posti in segreteria. Specie se parliamo dell’ultimo simbolo che era considerato partito nel senso classico, con base che discute e si organizza per assumere responsabilità istituzionali nel sistema democratico.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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