“Scegliere di intervenire per eseguire bonifiche dei siti che ospitano amianto abbandonato, significa fare una scelta politica chiara: mettere al centro la tutela dell’ambiente e della salute pubblica”: Teresa Petricca, consigliere comunale del Gruppo Futura, sottolinea il senso dell’emendamento al bilancio di previsione presentato insieme al capogruppo di Futura, Giovambattista Martino ed ai consiglieri di Forza Italia Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia. Non casuale il richiamo all’articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. “Il Sindaco – si legge nel documento riferendosi alla normativa ordinaria in materia – è autorità sanitaria locale ed è tenuto ad adottare e promuovere ogni misura necessaria a tutela della salute pubblica. La Legge 27 marzo 1992, n. 257 ha disposto la cessazione dell’impiego dell’amianto e ha posto in capo alle Pubbliche Amministrazioni obblighi di prevenzione, controllo e bonifica dei siti contaminati”.
Scarti abbandonati ma nessun censimento dei siti contaminati
“Nel territorio del Comune di Frosinone è stata riscontrata la presenza di residui di amianto abbandonati – ricordano Petricca, Martino, Cirillo e Scaccia -; tale situazione è emersa con maggiore evidenza a seguito di una recente campagna di sensibilizzazione e segnalazione promossa da una associazione ambientale, caratterizzata da accuratezza, sistematicità e copertura dell’intero territorio comunale, con conseguente trasmissione delle segnalazioni alle autorità competenti”. Viene denunciata “la mancanza, nel corso degli anni, di un censimento comunale analitico dei siti contenenti amianto, unitamente alla carente informazione alla cittadinanza e alla scarsa pubblicizzazione della normativa vigente, ha contribuito a determinare una situazione oggi riconducibile a un quadro di eventuale e potenziale emergenza sanitaria e ambientale”.
Rischio sanitario, il Comune deve farsi carico delle bonifiche
C’è una direttiva specifica dell’Europa, la 2023/2668 che è stata recepita dal nostro Paese nello scorso dicembre, che impone condizioni stringenti in materia di bonifica dell’amianto. Del resto “il danno sanitario derivante dall’esposizione all’amianto è ampiamente noto, scientificamente acclarato, incontrovertibile e irreversibile, con gravi ricadute sulla salute pubblica”. I quattro esponenti dell’opposizione ritengono, poi, che “l’Amministrazione Comunale debba farsi carico, per la primaria e inderogabile tutela della salute dei cittadini, della bonifica più idonea ed efficace dei siti nei quali venga accertata la presenza di amianto”. Da qui la proposta – poi bocciata dal Consiglio comunale dell’altra sera – di stanziare 3 milioni di euro per “istituire/incrementare apposito stanziamento di spesa per interventi di individuazione, messa in sicurezza e bonifica dell’amianto abbandonato nel territorio comunale di Frosinone”.
“La tutela ambientale non sia una voce residuale in bilancio”
“Non stiamo dicendo che il servizio di igiene urbana non sia importante – avverte la consigliera Teresa Petricca per dare una spiegazione alla diversa destinazione di fondi del capitolo rifiuti -. Al contrario, riteniamo che sia fondamentale. Ma riteniamo anche che la tutela ambientale non possa essere sempre la voce residuale del bilancio, quella che si finanzia ‘se avanza qualcosa’. Qui parliamo di una scelta di priorità politica: investire in prevenzione, bonifiche, recupero ambientale significa evitare costi maggiori domani, sia economici che sanitari. Il nostro emendamento non era un atto gestionale: era un atto di indirizzo politico. E ricordo che è il Consiglio a dover indicare le priorità”.
Capitolo rifiuti, si rifletta sulla razionalizzazione del servizio
Quanto alle obiezioni di carattere tecnico, Petricca puntualizza: “Quando si afferma che quelle somme sono ‘indispensabili nella loro interezza’, si sostiene implicitamente che non esista alcun margine di revisione dei costi o di ottimizzazione del servizio rifiuti. Davvero in un capitolo che supera i 10 milioni di euro non esiste alcuno spazio di razionalizzazione? Noi riteniamo che una riflessione seria sia doverosa. L’emendamento non era contro il servizio rifiuti. Era a favore di una visione più ampia: una città che non si limita a raccogliere e smaltire, ma che tutela, recupera e valorizza il proprio territorio”.
Sulla capienza del bilancio rispetto all’intervento sull’amianto il consigliere Martino ha ingaggiato una dura polemica in Consiglio comunale contrapponendosi all’assessore al Bilancio Piacentini ed allo stesso sindaco. Ma alla fine l’emendamento è finito ko nonostante i due consiglieri del Gruppo Futura avessero ricordato come “il bilancio di previsione è un atto programmatorio, e il Consiglio ha il potere di rimodulare le priorità, prima che le somme vengano definitivamente impegnate”. Insomma se la scelta politica fosse stata determinata dalla consapevolezza dell’emergenza, allora i numeri sarebbero potuti diventare la risposta conseguente.