Sanità Frosinone, il caso del medico gettonista superpagato scatena la politica e mobilita i sindacati

Fa discutere il caso della mensilità da 35mila euro liquidata ad un sanitario settantenne in servizio nei pronto soccorso di Cassino e Alatri

Un medico gettonista ha guadagnato in un solo mese 35 mila euro. Ha creato clamore politico e mediatico la notizia pubblicata da Il Fatto Quotidiano e anche dalla nostra redazione nei mesi scorsi sui compensi percepiti da un camice bianco in servizio ai pronto soccorso di Cassino e Alatri.

Alessio D’Amato (in foto), già assessore alla sanità della giunta Zingaretti ed ora consigliere d’opposizione di Azione, ha rivolto un’interrogazione urgente al presidente Francesco Rocca: “Come è possibile che, nonostante le indicazioni date a livello nazionale e le rassicurazioni del ministro Schillaci, nel Lazio si ricorra ancora ai medici gettonisti?

Come è possibile che vi sia un medico a partita IVA di più di 70 anni che nella Asl di Frosinone copre addirittura 36 turni in un mese percependo lo stipendio di dieci medici messi assieme? Serve immediatamente fare chiarezza e il presidente Rocca deve rispondere di questa situazione. Preparerò un esposto all’ispettorato del lavoro e ai Carabinieri del NAS per verificare se sono state rispettate le normative nazionali ed europee e soprattutto come è possibile garantire così la sicurezza dei pazienti”.

D’Amato interroga Rocca e Mattia denuncia: bocciata la mia proposta

S’è mobilitata anche la consigliera regionale Dem, Eleonora Mattia secondo la quale il caso “racconta più di una singola vicenda: racconta le criticità di un sistema sanitario che continua a reggersi su soluzioni precarie invece che su una programmazione seria. (…) I cosiddetti ‘gettonisti’ sono spesso reclutati tramite cooperative per coprire carenze di personale negli ospedali.

Eleonora Mattia, consigliera regionale del Pd

L’obiettivo è sempre stato quello di superare questo modello e rafforzare la sanità pubblica con personale stabile e adeguatamente assunto. Proprio per questo avevo presentato un ordine del giorno per chiedere alla Giunta regionale un impegno chiaro: predisporre entro luglio 2025 un piano per sostituire i medici e gli infermieri a partita IVA i cui contratti, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, non potranno più essere rinnovati. Parliamo di oltre mille professionisti che oggi garantiscono servizi essenziali”.

L’Ugl salute: non riduciamo tutto ad una polemica sui soldi

“La mia proposta – ha aggiunto Mattia – chiedeva un piano straordinario di assunzioni e maggiore trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. La maggioranza che sostiene la Giunta Rocca ha scelto di bocciare questa proposta. (…) La Giunta Rocca si assuma le proprie responsabilità e dica con chiarezza quale futuro intende garantire alla sanità del Lazio e ai cittadini che ne hanno bisogno”.

Sul fronte sindacale da segnalare la presa di posizione del segretario regionale Ugl Salute Lazio Fabrizio Fabbri e della segretaria provinciale Ugl Salute di Frosinone, Rosa Roccatani. “Il fenomeno dei medici gettonisti – dichiara Fabbri – non può essere ridotto a una polemica sui compensi percepiti da singoli professionisti. Si tratta piuttosto della manifestazione più evidente di una carenza strutturale di personale sanitario che da anni interessa il servizio sanitario pubblico. Quando le aziende sanitarie sono costrette a ricorrere a professionisti esterni per garantire turni e servizi essenziali, significa che il sistema necessita di interventi strutturali e non più rinviabili”.

Roccatani: urge un rafforzamento concreto degli organici

“Le norme – sottolinea Roccatani – indicano chiaramente la necessità di contenere il ricorso a soluzioni emergenziali e di garantire maggiore trasparenza e sostenibilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Tuttavia, senza un rafforzamento concreto degli organici e senza politiche efficaci di valorizzazione del personale sanitario, le aziende sanitarie continueranno inevitabilmente a trovarsi in difficoltà nel coprire i servizi essenziali”.

Rosa Roccatani, segretaria generale Ugl salute Frosinone

L’Ugl evidenzia inoltre come il personale sanitario interno continui a sostenere carichi di lavoro estremamente elevati, spesso operando in condizioni organizzative complesse e con dotazioni organiche insufficienti. “È necessario – è la conclusione di Fabbri e Roccatani – investire seriamente nel rafforzamento del servizio sanitario pubblico, nella stabilizzazione del personale, nel miglioramento delle condizioni di lavoro e nella valorizzazione economica dei professionisti che quotidianamente garantiscono l’assistenza ai cittadini”.

La Asl precisa

La Direzione Strategica della ASL di Frosinone, chiarisce che la cifra riportata dagli organi di informazione, relativa a un medico gettonista, si riferisce a un valore lordo stipendiale, come previsto dalle tariffe retributive per il lavoro svolto ed in un periodo temporale in cui si sono registrati assenze del personale medico, picco influenzale e il contestuale slittamento dell’avvio della gara d’appalto di servizi per l’emergenza-urgenza prevista il 1° gennaio 2026.

L’Azienda precisa che le misure adottate finora per la copertura di tutti i turni mensili si sono rese indispensabili per fronteggiare la carenza di personale medico della medicina di Urgenza e Ps e garantire sempre la continuità dei servizi di emergenza-urgenza sull’intero territorio provinciale.

La ASL ricorda inoltre che, nonostante l’attivazione di una procedura concorsuale per il reclutamento di 20 medici di Pronto Soccorso, non è pervenuta alcuna candidatura, rendendo impossibile procedere con le assunzioni previste.

Per assicurare la piena operatività dei quattro Pronto Soccorso della provincia, infatti, l’Azienda ha avviato una gara d’appalto per i servizi di emergenza-urgenza, finalizzata a garantire un modello organizzativo stabile, efficiente e adeguato alle esigenze assistenziali della popolazione, la cui piena operatività è entrata in vigore dal 15 di febbraio 2026.

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