Con una missiva la Dirigente Scolastica dell’IIS “Tulliano” di Arpino, avv. Paola Materiale, torna a “pungolare” il Presidente della Provincia relativamente ai lavori di ristrutturazione ed ammodernamento finalizzati all’adeguamento sismico ed al rispetto delle norme antincendio del plesso scolastico che ospita le numerose classi dell’indirizzo di studio ITIS Chimica e Materiali, in via Giorgio Amendola. La comunicazione, ovviamente, è all’attenzione di tutti gli organi coinvolti. Ad inizio settimana si sarebbe dovuto tenere un incontro presso la sede dell’Ente provinciale: in relazione alla convocazione, nel documento sottoscritto dalla DS Materiale viene espresso quanto segue.
«Innanzitutto deve registrare, suo malgrado, il mancato coinvolgimento del Comune di Arpino, il quale ha il merito di consentire lo svolgimento delle attività didattiche delle Sezioni Liceo Classico, Liceo Scientifico e Odontotecnico di questo Istituto in locali di sua proprietà. La Provincia, Ente obbligato, si era impegnata ad eseguire i lavori di progetto della Sezione ITIS per Chimici al fine di restituire alla Scuola, entro il 31 marzo corrente, i seguenti locali: le n. 4 (quattro) aule che dovrebbero ospitare le classi dell’Odontotecnico e almeno 6 (sei) dei 9 (nove) laboratori di Chimica. Nell’imminenza della scadenza, con la nota in oggetto richiamata, la Provincia convoca la riunione presso i propri uffici per comunicare l’impossibilità del rispetto dei termini concordati, per una serie di motivi di ordine tecnico.
È inutile ribadire che durante il periodo di chiusura delle attività didattiche (estate 2025) non si è proceduto nemmeno a tentare di effettuare gli interventi finanziati. Si è arrivati alla riapertura delle scuole ed allora si è cominciato a parlare dei lavori da effettuare che, di fatto, avrebbero comportato l’impossibilità di utilizzare i locali per buona parte dell’anno scolastico (o addirittura per l’intero anno). Non si capisce l’utilità dell’incontro convocato presso i vostri uffici per oggi. Forse volete acquisire il nostro consenso per il protrarsi dei lavori? Questo non ci sarà mai, perché dei lavori non fatti a tempo debito, delle difficoltà incontrate nella loro esecuzione, dei ritardi e dei tempi morti che ci sono stati, l’unico responsabile è l’Ente obbligato, vale a dire codesta Provincia.
Purtroppo, di fronte a questo comportamento, la sottoscritta ritiene di non poter partecipare all’incontro di oggi (martedì ndr), anche per il mancato rispetto dei tempi concordati (31 marzo 2026), il mancato monitoraggio settimanale circa l’andamento dei lavori e, addirittura, l’impossibilità incontrata nel raggiungere per telefono chi era tenuto a fare il monitoraggio. La scrivente rimane disponibile ad incontrare codesta Provincia, nelle persone dei suoi rappresentanti, nella sede della Scuola, in data ed ora preventivamente concordate. Di quanto da voi rappresentato la sottoscritta riferirà, appena possibile, agli Organi Collegiali della Scuola. Con preghiera di voler comprendere l’amarezza dello sfogo, si saluta distintamente».
Parole severe, la Preside Materiale aveva già “bacchettato” la Provincia – LEGGI QUI -. Ricordiamo che il 20 gennaio scorso gli studenti dell’ITIS avevano scioperato per rivendicare il loro diritto allo studio e protestare contro il perdurare dei lavori: il cantiere limita gli spazi della scuola interferendo con le attività didattiche, Negli stessi giorni si era raggiunta un’intesa sull’allestimento di due laboratori provvisori in locali già disponibili ed immediatamente utilizzabili rimandando il completamento dei lavori in alcuni locali dell’ITIS per restituirli alla scuola entro il 31 marzo.
Da parte sua l’Ente provinciale ce la sta mettendo tutta: il termine ultimo della conclusione degli interventi è stato più volte posticipato per via della natura strutturale dell’edificio, una struttura che ha i suoi anni, tra l’altro anni in cui si costruiva senza l’obbligo di alcuni parametri che l’edilizia moderna deve necessariamente rispettare.
Gli stessi lavori di consolidamento statico della struttura stanno inevitabilmente rallentando gli interventi previsti: pare sia necessario che il progettista riveda il prospetto iniziale, da rielaborare tenendo in considerazione le diverse problematiche sorte in corso d’opera. Ciò per garantire la sicurezza degli studenti, del personale e di tutti coloro che in futuro entreranno nel plesso. Sembrerebbe che nei prossimi giorni verranno riconsegnate quattro aule, tra quelle previste.