Per chi sta programmando le vacanze estive, la ricerca della casa al mare rischia di trasformarsi in una spesa sempre più pesante. I canoni delle locazioni turistiche continuano infatti a salire e nelle mete più ambite d’Italia superano ormai abbondantemente i 1.000 euro a settimana per un semplice bilocale arredato.
A fotografare il fenomeno è un’analisi realizzata dal Centro Studi SoloAffitti, che evidenzia come il costo medio nazionale per una settimana di soggiorno abbia raggiunto gli 887 euro, con picchi decisamente più elevati nelle località balneari maggiormente richieste.
Tra le destinazioni dove i prezzi volano spicca Porto Cesareo, in Puglia, dove per un bilocale si possono spendere fino a 1.300 euro a settimana nel mese di agosto. Non va molto meglio ad Alghero e Gallipoli, dove si arriva a quota 1.200 euro, mentre a Lido di Camaiore si superano gli 1.100 euro.
L’analisi mette in evidenza anche il forte divario tra l’inizio e il cuore della stagione estiva. A Porto Cesareo, ad esempio, una sistemazione che a giugno costa tra 450 e 650 euro può arrivare a richiedere fino a 1.300 euro ad agosto. Stesso andamento per Alghero e Gallipoli, dove i canoni praticamente raddoppiano nel giro di poche settimane.
Più contenuti, invece, i rincari registrati in Versilia, con Lido di Camaiore che mantiene quotazioni relativamente più stabili durante tutta l’estate. Rimini si conferma inoltre tra le mete più accessibili, con prezzi che in agosto oscillano generalmente tra i 650 e gli 850 euro a settimana.
Secondo gli esperti, la corsa dei prezzi è legata soprattutto alla concentrazione delle richieste nelle settimane centrali dell’estate. Se tra giugno e luglio gli aumenti si attestano mediamente tra il 15 e il 20%, il salto tra luglio e agosto raggiunge addirittura il 45%, generando una forte pressione sugli immobili situati nelle zone più vicine al mare.
La posizione continua infatti a fare la differenza. Gli appartamenti in prima fila sul lungomare mantengono quotazioni molto elevate, mentre bastano poche centinaia di metri di distanza dalla spiaggia per registrare riduzioni significative dei canoni, anche in presenza di immobili nuovi o recentemente ristrutturati.
Il confronto con l’estate 2025 conferma un ulteriore aumento generalizzato. I prezzi risultano mediamente superiori del 20%, ma nelle località più dinamiche gli incrementi sfiorano il 30%. Una tendenza che, secondo lo studio, sta accentuando sempre di più il divario tra i mesi di bassa e alta stagione.
Dietro questi rincari si nasconde però anche un cambiamento del mercato. Gestire una locazione breve è diventato progressivamente più complesso a causa degli adempimenti burocratici e delle nuove normative introdotte negli ultimi anni. Per questo motivo molti proprietari stanno valutando un ritorno agli affitti residenziali tradizionali, considerati più semplici da amministrare e meno impegnativi dal punto di vista organizzativo.
Nonostante il continuo aumento dei prezzi, le previsioni per l’estate 2026 restano positive. Le prenotazioni vengono indicate come stabili o in lieve crescita rispetto allo scorso anno, con una sola eccezione particolarmente significativa: Reggio Calabria, dove si prevede un forte incremento dei flussi turistici, favorito anche dall’entrata in funzione del nuovo aeroporto, considerato un importante motore di attrazione per il territorio.