Stazione Tav, due utenti su tre delle fermate di Cassino e Frosinone arrivano da fuori regione

Studio di Rfi: i numeri dicono che la fermata in Ciociaria sarebbe conveniente da un punto di vista economico-sociale

Giunge ad uno snodo che potrebbe risultare decisivo l’iter per progettare una stazione in linea dell’Alta velocità in provincia di Frosinone. Infatti Rfi sta per depositare uno studio in ordine all’investimento nell’area con tre ipotesi localizzative presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Il documento si basa sui numeri di utenti registrati sulle due fermate Tav sulla linea lenta, di Cassino e di Frosinone, che sarebbero indicativi del bacino d’utenza utile a sostenere anche in prospettiva l’investimento per lo scalo dei Frecciarossa e degli Italo. I numeri dicono che la fermata in Ciociaria sarebbe conveniente da un punto di vista economico-sociale, producendo dei benefici netti per la collettività.

L’elemento di particolare interesse emerso è che il buon utilizzo della linea attraverso le due fermate non riguarda tanto i residenti in provincia di Frosinone, quanto quelli che a Cassino giungono dal Molise, dalla provincia di Caserta e ovviamente dall’area del Golfo, come pure a Frosinone arrivano fin dall’Abruzzo oltre che dalla provincia di Latina.

I risultati di uno studio di Rfi sui passeggeri censiti alle biglietterie

Le persone che acquistano biglietti della Tav in partenza e ritorno a Cassino e Frosinone ritengono le corse utili ad evitare di arrivare con l’auto a Roma, con i noti problemi di traffico, puntando direttamente a Milano. In termini quantitativi due terzi dell’utenza censita da Rfi sarebbero di fuori provincia. C’è un accordo quadro tra Regione Lazio e Rfi anche per il 2026 e punta a un aumento del 70% dei servizi ferroviari, mirando a una ristrutturazione complessiva del TPL (Trasporto Pubblico Locale). Quanto ai servizi dell’alta velocità, la Regione ha confermato il finanziamento di circa 5 milioni di euro per le fermate sperimentali di treni Tav nelle stazioni di Cassino, Frosinone e Orte.

La localizzazione a Ferentino nasce dall’operazione “28 minuti”

La futura stazione TAV in linea localizzata a Ferentino/Supino, parte dell’operazione “28 minuti” per il collegamento con Roma Tiburtina, è considerata un’opera strategica, con uno studio RFI che ne conferma la fattibilità. Sebbene non sia stato ancora definito un importo complessivo definito per realizzare l’infrastruttura, il progetto è oggetto di tavoli tecnici al MIT. L’obiettivo di Rfi sarebbe quello di connettere Ferentino a Roma Tiburtina in poco meno di mezz’ora, prevedendo un flusso di 5600 passeggeri giornalieri. Ma sul tavolo ci sono anche le ipotesi localizzative a Roccasecca (dove c’è già una fermata tecnica in linea dell’Alta Velocità) ed a Cassino/Pignataro Interamna (anche qui la linea Tav in area santangelese potrebbe trasformarsi in stazione di fermata).

Tra le ipotesi sul tavolo del ministero anche Roccasecca e Pignataro

L’ipotesi maggiormente risalente nel tempo è quella di Roccasecca: nel 2018 fu sottoscritto un protocollo d’intesa tra Cosilam, Unicas e Ferrovie dello Stato con incarico al professor D’Apuzzo per l’avvio di uno studio preliminare. Vennero anche tenute alcune riunioni tecniche sul progetto. Poi il Covid fece svanire l’ipotesi tra i molti problemi sollevati dai vari lockdown in pandemia. Nei primi anni Duemila era stata più volte al centro del dibattito politico cassinate l’ipotesi della stazione in linea in territorio di Pignataro Interamna, al confine con la frazione cassinate di Sant’Angelo in Theodice. Ma la svolta pro Ferentino/Supino si realizza durante l’amministrazione regionale del presidente Nicola Zingaretti: nell’aprile del 2020 lo stesso governatore, l’amministratore delegato dell’epoca delle Ferrovie dello Stato, il fiuggino Gianfranco Battisti ed il ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti del tempo, Paola De Micheli, annunciano, in una conferenza stampa, la firma di un protocollo d’intesa per la realizzazione della stazione Tav sulla linea Roma-Napoli.

Dal blitz Zingaretti-Battisti alla conferma dei governi di centrodestra

Coi governi regionale e nazionale di centrodestra la stazione a Ferentino/Supino è parsa riacquistare una spinta verso la possibile realizzazione; così il 2 settembre scorso, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si è tenuto un incontro del tavolo tecnico convocato dal vicepresidente del consiglio e ministro, Matteo Salvini, per discutere la fattibilità della una nuova fermata. A sottolineare la determinazione delle istituzioni anche la presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca; del segretario della V Commissione della Camera dei deputati, l’onorevole Nicola Ottaviani; del presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano; dei sindaci di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, di Supino, Gianfranco Barletta e di Ferentino, Piergianni Fiorletta

Durante questo vertice è emerso che lo studio di pre-fattibilità realizzato da Rfi ha stabilito come “l’alternativa migliore e più stabile” sia quella di Ferentino. Per la città gigliata si sono nelle settimane successive di nuovo espressi apertamente sia il presidente Rocca che lo stesso Ministro Salvini: quest’ultimo l’ha ripetuto a febbraio nel corso dell’assemblea della Lega Lazio.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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