Referendum: tante comunità spaccate a metà, il no a Ceccano e Cassino. Frosinone e Alatri votano sì

L'analisi dei dati conferma una tendenza modellata sul colore delle amministrazioni comunali. Ma molti sono i casi di esiti sul filo di lana

Che panorama politico può desumersi in trasparenza dal voto referendario? Innanzitutto che la provincia di Frosinone esprime a maggioranza il “sì” (112594 voti corrispondenti al 52,31%) con un “no” che si ferma a 102644 voti, pari al 47,69%. Ma se si vanno a guardare i risultati comunali si scoprono differenze marcate con Comuni in cui il voto di conferma alla riforma proposta dal governo ha vinto con percentuali superiori al 60% (Trevi nel Lazio 67%, Filettino 63,88%, Pescosolido 60,74%, Picinisco 61,54%, San Biagio Saracinisco 63,13%, Vallerotonda 63,88%). Ed altri in cui le differenze sono lievi con comunità spaccate letteralmente a metà: due dei casi più significativi sono quelli di Fiuggi e di Anagni. Centri governati dal centrodestra dove il no è arrivato ad un soffio dalla vittoria: nella città delle terme siamo al 50,09% di sì contro il 49,91% di no; ad Anagni il rapporto è del 50,72% di consensi alla riforma contro il 49,28% di bocciature. Sono state 60 le schede di scarto tra schieramenti a Ceprano: sì al 50,84% e no al 49,16%.

Spoglio incerto fino a conclusione da Serrone a Cervaro e Isola del Liri

In bilico tra i fronti opposti anche Amaseno (50,99 sì – 49,01 no: 32 schede di scarto in tutto su 1637 votanti). A Serrone d’un soffio passa il no: 49,25 di sì e 50,75% di contrari. Incertezza fino a conclusione di spoglio anche a Cervaro: 50,88% di favorevoli e 49,12 di contrari. Ausonia dice no col 50,17% contro i favorevoli fermi al 49,83%. Roccasecca espone il pollice verso con il 50,15% di no rispetto al 49,85% di sì: appena 9 voti di scarto su 3122 votanti. Risultati aperti ed esito incerto fino all’ultimo anche in altri centri: Giuliano di Roma col no al 51,05% contro un sì arrivato al 48,95%; Vallecorsa no al 50,20% contro il voto di conferma al 49,80%. Ancora Arce: 49,16% sì – 50,84% no. Fontana Liri: 50,18% favorevoli e contrari il 49,82%. Isola del Liri ferma a metà del guado con i favorevoli al 50,26% contro il 49,74%: 30 schede di scarto per 5810 votanti.

A San Donato Valcomino va oltre il 62% il rifiuto della riforma

Il primato del “no” spetta a San Donato Valcomino col 62,36% contro il 36,74% dei sì. Ma sono nettamente nel campo di quanti hanno rispedito al mittente la riforma Meloni-Nordio anche Paliano (42,7% sì – 57,53% no), Acuto (40% sì – 60% no) e Sgurgola (42,51 sì – 57,49% no). E ancora Coreno Ausonio: no al 57,65% che lascia al sì il 42,35%. Risultati che possono essere in gran parte ricollegati al colore dell’amministrazione comunale. Il no ad esempio si afferma clamorosamente a Ceccano, che è stata epicentro delle vicende provinciali di Fratelli d’Italia sia in positivo – nelle fasi della crescita esponenziale dei consensi per i meloniani -, che in negativo con lo scandalo comunale: il no si afferma col 55,41% (5421 voti) contro un sì al 44,59% (4362 consensi). Una bocciatura netta per la riforma che pone Ceccano al primo posto tra i Comuni sopra i 15 mila abitanti ad aver decretato l’affossamento del progetto governativo. Cassino è l’altro grande centro ad aver detto un “no” senza tentennamenti: 52,45% pari a 8472 voti, contro il 47,55% (7681 sì).

Grandi centri del nord favorevoli alla proposta Meloni-Nordio

A Frosinone Mastrangeli non vede sconvolgimenti politici all’orizzonte: 53,05% – 10.768 sì; 46,95% – 9.529 no. A Sora il sindaco-presidente Di Stefano raccoglie il 55,03% di sì (6.464 voti) contro un 44,97% di contrari (5.282). Ad Alatri Cianfrocca conferma il primato del centrodestra: 56,85% equivalenti a 7.114 sì; i no fermi al 43,15% (5.400 voti). A seguire Ferentino (53,05% sì – 46,95% no), Veroli (57,80% sì – 42,20% no).

Conti: Ceccano ha dimostrato di essere una comunità forte

“La vittoria del no non è il trionfo della paura, ma della coscienza democratica – ha commentato Giulio Conti, segretario cittadino del Pd di Ceccano e assessore ai Lavori pubblici della giunta Querqui -. È il momento in cui il popolo, sovrano nella Repubblica, ricorda a tutti che la Costituzione non appartiene ai governi di turno, ma ai cittadini, alla loro libertà, alla loro dignità, alla loro storia. Ceccano ha dimostrato di essere una comunità forte, consapevole e determinata, confermando con il 54,41% una scelta chiara e netta. Un risultato importante, reso possibile grazie al contributo dei partiti, dei movimenti, delle liste civiche, dei sindacati e di tutte le persone che hanno creduto in questo percorso comune. A tutti loro va il nostro ringraziamento più sincero, perché Ceccano ha dato un segnale preciso, dimostrando ancora una volta il suo volto democratico, partecipato e profondamente antifascista”.

Ranaldi: a Cassino contributo rilevante del mondo della giustizia

Il vicesindaco di Cassino, Gino Ranaldi, ritiene che si tratti “di un risultato particolarmente significativo se si considera il contesto provinciale. Nella gran parte dei Comuni della provincia di Frosinone ha prevalso il SI’. Cassino si distingue dunque in modo netto e si conferma una realtà capace di esprimere una posizione consapevole e fortemente partecipata. Questa vittoria è il frutto di una campagna intensa e di qualità. Un contributo rilevante è arrivato anche dal mondo della Giustizia, elemento identitario della nostra città, sede di Tribunale, grazie all’impegno di colleghi avvocati, magistrati e operatori del settore che hanno arricchito il dibattito pubblico con competenza, passione e senso civico. Particolarmente incoraggiante, inoltre, il coinvolgimento delle giovani generazioni. Molti di loro, infatti, hanno scelto di partecipare attivamente, orientandosi in modo significativo verso il NO. Hanno così dimostrato attenzione e responsabilità verso le scelte che riguardano il loro futuro e quello della loro comunità”.


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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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