“Parlando di centro storico viene in mente via Angeloni, quando rappresentava il cuore pulsante di Frosinone alta, era la via Frattina del capoluogo”, al di là dei ricordi e dei rimpianti, in Armando Papetti consigliere comunale di minoranza e prossimo capolista della civica “Frosinone Aperta”, prevale il proposito di contribuire a proporre un progetto di rilancio autentico dell’area suggestiva e antica che va dal Campanile alle chiese, dagli archi ed i portali ai panorami sulla Valle del Sacco. “Era – aggiunge – un luogo simbolo capace di attrarre persone, di conservare un commercio dinamico e di alimentare relazioni. Oggi rappresenta la fotografia triste del degrado del centro storico, tra serrande abbassate, immobili abbandonati ed una percezione di insicurezza alimentata ad ogni calar del sole”.

Problemi del centro storico da affrontare con soluzioni strutturali
Ma perché questa situazione, nonostante il noto piano di gestione? Secondo Papetti “il degrado del centro storico è il risultato di una mancanza di visione, di interventi palliativi e di politiche incapaci di affrontare in mondo strutturale i problemi del quartiere. La riqualificazione deve partire da un cambio di approccio: non bastano iniziative occasionali o interventi estetici. Serve una strategia globale, capace di restituire identità, sicurezza e funzionalità dell’area. Il nodo centrale resta quello politico: senza una presenza costante dell’istituzione comunale in ogni suo settore e senza una pianificazione concreta, programmata e attenta ad ogni aspetto della vita cittadina, il tentativo di rilancio sarà fallimentare”.
L’attesa per la riattivazione dell’ascensore inclinato la dice lunga
Come procedere praticamente a rigenerazione e rivalutazione di questa parte fortemente identitaria del capoluogo, dunque? “E’ urgente sostenere in un’azione multidisciplinare lo sviluppo sociale, economico, ambientale e culturale – risponde Papetti -. Le azioni implicano una maggior presenza istituzionale sul territorio che segua passo passo le varie iniziative: dal recupero di locali abbandonati, alla concessione degli incentivi per favorire il ritorno dei residenti, l’attuazione di politiche abitative sostenibili, il miglioramento se non un rimodellamento complessivo della mobilità, rendendo il centro storico più facilmente raggiungibile in un contesto di modernità e sostenibilità. Del resto il fatto che si continui ad attendere l’intervento di ripristino e riapertura dell’ascensore inclinato la dice lunga sul punto di caduta in cui siamo al momento trovati precipitati”.
Eppure crescita sostenibile e rilancio sono missioni possibili
Conclusione del consigliere Papetti? “Il centro storico deve tornare ad essere un luogo vissuto. Aprire attività isolate, come ristoranti e locali pubblici, non basta se manca una visione complessiva basata su una nuova e sana vitalità. Altrimenti i piani che verranno presentati serviranno solo a truccare il problema. La domanda che mi faccio è: si vuole invertire la rotta o si ritiene che basti gestire il declino? Sono tra coloro che affermano che la missione di tutela, valorizzazione e rilancio è possibile e, proprio per questo, sono pronto a dare il mio contributo per superare una fase di stallo triste, in cui si rischia di diffondere il pericoloso sentimento della rassegnazione”.