Primavera 1 – Le dichiarazioni di mister Pesoli al ritorno sulla panchina della primavera giallazzurra.
“La scelta di tornare a Frosinone è stata dettata dal legame fortissimo che si era creato con i ragazzi lo scorso anno. Ci siamo voluti bene fin da subito ed è nato un rapporto importante anche dal punto di vista umano. Sono tornato per questo. Non ho mai smesso di seguirli e ho sofferto quando le cose non andavano bene. La chiamata della società mi ha fatto molto piacere”.
“Il momento è delicato, perché mancano poche partite alla fine e per noi sono sette finali. Questi incontri vanno analizzati uno per uno e bisogna dare ai ragazzi la giusta pressione, senza che diventi ossessione. Il lavoro va fatto in campo e deve essere alimentato dalle giuste motivazioni”.
“Credo che ci siano momenti in cui serva anche un po’ di spensieratezza, cercando di creare quell’entusiasmo che ti porta a essere quasi invincibile. Penso che i ragazzi abbiano riconosciuto il mio ritorno, perché ho ritrovato nei loro occhi quella luce che li ha sempre contraddistinti anche l’anno scorso. Sono molto felice”.
“Abbiamo poco tempo per lavorare. In questo momento stiamo dando priorità al recupero dello spirito di gruppo e dell’intensità, sia dal punto di vista mentale che di gioco. Poi ci saranno degli accorgimenti tattici che aiuteranno questi ragazzi. Questa squadra ha perso troppi punti nelle fasi finali delle partite: non è una squadra che non regge la categoria, ma una squadra che deve restare concentrata fino al fischio finale. Il mio obiettivo è dare equilibrio, continuità e grande intensità”.
“Andremo a giocare a Firenze, che è il tempio del calcio giovanile. Già scendere in campo lì è stimolante e dà ai ragazzi la giusta concentrazione. Affronteremo la prima in classifica, quindi non possiamo sbagliare partita, soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento. Sarà una gara stimolante per tutti, perché in queste partite puoi acquisire la consapevolezza di potertela giocare con squadre forti e magari anche di essere migliori. Non cambierei i miei ragazzi con quelli della Fiorentina, sia perché li conosco molto bene e so cosa possono darmi, sia perché hanno grandi qualità tecnico-tattiche. Sono tranquillo e loro si sentono responsabilizzati dalla fiducia che gli trasmetto, perché c’è un grande legame che ci unisce”.