Frosinone – Messa all’asta confermata per la Pietrobono. Proposta di Pizzutelli sulla piazza dello Scalo

Non sarà sospeso il provvedimento emesso il 12 gennaio scorso dal Giudice dell’Esecuzione che ha disposto la liberazione dell’edificio scolastico “Pietrobono” e la messa all’asta, per soddisfare le esigenze del Fallimento Mancini Spa (a seguito del sequestro conservativo dell’immobile, in forza del quale si è originata la procedura esecutiva n. 184/2021). Il Comune di Frosinone aveva presentato ricorso chiedendo che la procedura venisse bloccata. Ma l’istanza è stata respinta e l’amministrazione condannata alle spese. Ovviamente il braccio di ferro legale non finisce qui.

Ma intanto il primo a prendere posizione è stato il consigliere comunale di minoranza, già presidente di Laboratorio Scalo, Anselmo Pizzutelli che poi affronta il tema più generale dell’assetto del quartiere Scalo: “Non posso che esprimere rammarico di fronte alla sentenza che vede il Comune soccombere rispetto alla richiesta di sospensione del procedimento di messa all’asta della Pietrobono. Il mio pensiero va alla scuola, agli studenti, alla dirigenza, ai lavoratori”.

Rigettato il ricorso comunale per bloccare la procedura esecutiva

“Questa vicenda non è solo rocambolesca dal punto di vista economico – annota Pizzutelli – ma molto delicata toccando la quotidianità dei nostri studenti e i posti di lavoro. Purtroppo l’amministrazione dovrebbe ammettere che evidentemente non ha preso in considerazione tutti gli aspetti del caso, se continua ad inanellare una serie di sconfitte che spero – un giorno – possano essere ribaltate. Oggi siamo stati oltretutto condannati al pagamento spese 6950 euro, più un 15% forfettario oltre ad Iva e cassa previdenziale. Da una lettura frettolosa sembrerebbe che siano da riconoscere queste somme ad ognuno dei ricorrenti che dovrebbero essere 6 e quindi parliamo di oltre 60mila euro. Che si aggiungono ai 18 mila euro di spese ai quali siamo stati già condannati il primo aprile oltre alle spese per le consulenze”.

“Più di una volta ho consigliato al sindaco di fare una trattativa e di cercare una ricomposizione col fallimento. Ma la testardaggine nel non voler trovare una soluzione ci sta portando a spendere molto di più di quel che avremmo dovuto mettendo a rischio la serenità degli studenti e dei lavoratori”.

Mini auditorium e centri di aggregazione negli immobili recuperati

Quanto allo Scalo la nuova piazza e il mutato assetto della mobilità continuano a monopolizzare le discussioni anche tra i residenti. “E’ ormai assodato – attacca Anselmo Pizzutelli – che è stata realizzata non una piazza ma una s-piazza: un pezzo di città semplicemente lastricato – saranno contenti i fornitori di marmo – che non riesce ad attrarre persone, né a soddisfare le esigenze di tutte le fasce d’età. A partire da quelle al gioco dei bambini per proseguire con la necessità di incontrarsi di ragazzi e adulti, o quelle degli anziani che magari oltre a vedersi vogliono rilassarsi. Parliamo di una piazza che doveva essere concepita in modo diverso, con più verde, meno cemento, più ombra e più parcheggi”.

“Una piazza che, così com’è, temo possa restare terra di nessuno o, meglio, terra di persone che vogliono solo creare problemi. Sabato ho dovuto chiamare le forze dell’ordine. Perché ci sono persone che contribuiscono a creare la percezione di insicurezza”.

“Non si boccino queste idee solamente perché vengono da me”

Anselmo Pizzutelli lancia quindi la sua proposta, “da non bocciare a prescindere perché arriva dal sottoscritto. Le tre strutture recuperate possono e devono essere il volano per attrarre persone al fine di consentire poi di vivere il resto della piazza per quanto possibile. Certo, in futuro bisognerà mettere mano pesantemente a quanto realizzato e temo che alcuni tratti dovranno essere demoliti. Intanto faccio questa proposta: la struttura più decentrata – capanna – potrebbe diventare spazio per un piccolo auditorium – pochi posti, 60-70 – con un palco dove organizzare eventi come presentazione di libri, spettacoli per bambini, esibizioni di gruppi giovanili. Uno spazio di incontro utile a vivere la piazza anche in periodo invernale. Nelle due strutture dove sono previste promozione turistica e dei prodotti locali, essendo molto grandi, nessuno ci impedisce di andare a ridefinire col Demanio il riutilizzo”.

Uno spazio espositivo e locali in comodato alle associazioni

Secondo il consigliere comunale di minoranza “si potrebbe pensare di utilizzare il piano terra di una delle due strutture maggiori come spazio espositivo. Magari attraverso una convenzione con l’Accademia delle Belle Arti e il Liceo Artistico esporre le opere dei ragazzi con mostre della durata bisettimanale o mensile, senza escludere la possibilità di invitare artisti che ce lo chiederanno. Il piano superiore potrebbe essere invece destinato ad una sorta di incubatore per associazioni, le stanze potrebbero essere date in comodato d’uso a realtà costituite da ragazzi per creare un luogo di incontro e aggregazione. Nell’altra struttura dedicata alla promozione del territorio e dei prodotti enogastronomici, potrebbe trovare spazio una sede decentrata della polizia locale. E’ chiaro che il progetto originario è stato fallimentare. Del resto da quando c’è stato il taglio del nastro non s’è organizzato alcun grande evento”.

Lo spot dei grandi eventi…incompatibili con la mobilità attuale

“Quello della piazza dei grandi eventi è stato un bello spot pubblicitario ma privo di fondamento – attacca Anselmo Pizzutelli -: in un anno nessun grande evento è stato organizzato ma se per caso l’avremmo avuto ci sarebbero stati problemi per far parcheggiare le auto. Se dovessimo chiamare un cantante capace di attirare 4-5mila persone, con la viabilità che abbiamo, si rischierebbe di bloccare l’intero quartiere. Ho avuto modo di pubblicare l’idea della piazza che i cittadini auspicavano. Un’idea tradita, al di là delle dichiarazioni fatte in questi anni dai sindaci che si sono succeduti. Sarebbe dovuta essere una piazza da vivere, con un giardino, una struttura polivalente e un parcheggio seminterrato. Ma s’è rilevata un’occasione persa. Peraltro un pezzo dell’area, lo dico facendo una sorta di provocazione, dovrà per forza di cose essere riconvertita a parcheggio col passaggio del Brt in via Sacra Famiglia”.

“Intanto abbiamo tolto parcheggi, creato una spianata – conclude Pizzutelli -. Ma sono orgoglioso di aver almeno salvato il cedro libanese insieme ad altri due alberi che, secondo il sindaco, si sarebbero dovuti abbattere perché avrebbero rovinato la prospettiva della piazza. Adesso propongo un uso delle strutture recuperate finalizzato a creare vita ed allontanare fenomeni di delinquenza. Se invece quelle strutture resteranno occupate da cartelloni e monitor da guardare, rischiamo di avere sale vuote che potrebbero essere vandalizzate senza creare movimento di giovani, adulti e anziani”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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