Si è conclusa con un provvedimento di libertà la vicenda giudiziaria che ha interessato un trentasettenne di Cassino, arrestato lo scorso 4 aprile nell’ambito di un’indagine per tentata estorsione e incendio doloso. Il Tribunale del Riesame di Roma, a seguito dell’udienza camerale, ha infatti annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Cassino.
L’inchiesta era stata avviata in seguito a una presunta richiesta economica di 400.000 euro rivolta a un dirigente di una nota società operante nel settore dell’energia. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la mancata consegna della somma avrebbe portato, come atto ritorsivo, all’incendio di un’auto di proprietà dell’azienda.
L’uomo era stato individuato come il possibile mandante dell’attentato incendiario sulla base delle dichiarazioni fornite dal presunto autore materiale del rogo che, una volta rintracciato dalle autorità, aveva scelto di collaborare indicandolo come il responsabile della direttiva.
Nel corso dell’udienza presso il Tribunale delle Libertà, la difesa, rappresentata dall’avvocato Emanuele Carbone, ha contestato la solidità dell’impianto accusatorio. Attraverso una memoria difensiva, il legale ha evidenziato diverse mancanze nelle motivazioni che avevano giustificato il provvedimento restrittivo, contestando il valore degli indizi raccolti fino a quel momento.
Dopo una lunga consultazione, il Collegio giudicante ha accolto le tesi difensive, annullando l’ordinanza e disponendo la rimessione in libertà dell’indagato. L’uomo è stato dunque scarcerato senza l’applicazione di ulteriori misure o obblighi restrittivi.