Stellantis Cassino, Piedimonte nella rosa dei 4 siti europei da vendere ai cinesi o da gestire in partnership

Il sito del Lazio meridionale è l'unico asset italiano nell'ambito di una strategia di riduzione della sovraccapacità produttiva

Altro che attesa per la presentazione del piano industriale del 21 maggio da parte del ceo Antonio Filosa, altro che pressioni per avere assegnati subito modelli e far partire prima le produzioni di Stelvio e Giulia ibridizzate. Il futuro del sito, infatti, potrebbe essere scritto da un diverso gruppo industriale e non certo dalla multinazionale parigina che dal 2021, dopo aver acquisito Fca, smantella, dismette, esoda lavoratori e si disimpegna dall’Italia, proprio a partire da Cassino. Il sito di Piedimonte San Germano è tra i quattro in Europa per i quali il Gruppo Stellantis sta valutando la vendita a gruppi cinesi o la cessione in partnership. Lo afferma l’agenzia Bloomberg – rilanciata dal Sole 24 Ore-Radiocor – sottolineando che “il gruppo italo-francese, secondo le fonti sentite, ha avviato trattative con potenziali partner o acquirenti”. Oltre a Dongfeng, Stellantis sta trattando anche con Xiaomi e Xpeng, come riferito sempre da Bloomberg

In vendita Renne, Madrid ed un sito tedesco oltre a quello laziale

Stellantis fa sapere che “la società intende intrattenere discussioni con una serie di operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, nell’ambito della sua normale attività”, ma – riferisce sempre l’agenzia di stampa di Confindustria – non commenta su specifiche operazioni. A inizio mese rappresentanti della cinese Dongfeng Motor hanno visitato gli stabilimenti di Rennes e Madrid, così come alcuni siti in Italia e Germania. Le due società, nel frattempo, stanno discutendo di un rilancio della partnership che potrebbe includere la produzione congiunta di automobili in Europa e in Cina. Secondo indiscrezioni, altri produttori cinesi sarebbero interessati agli stabilimenti e Stellantis potrebbe valutare accordi con diversi gruppi, per esempio condividendo gli impianti per sfruttare la capacità in eccesso, in cambio dell’accesso alla tecnologia. Fin qui Radiocor.

De Palma: confronto anche su eventuali investimenti esteri

“Palazzo Chigi non può rimanere in silenzio dinnanzi alla situazione degli stabilimenti di Stellantis e della componentistica in Italia. Riteniamo necessario, prima dell’Investor Day del 21 maggio, che la presidente del consiglio Giorgia Meloni convochi un confronto preventivo tra Stellantis e le organizzazioni sindacali per mettere in sicurezza gli impianti e garantire l’occupazione”. Ha intanto dichiarato il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma. “È necessario – ha aggiunto – che eventuali investimenti di altri gruppi automobilistici nel nostro Paese siano oggetto di un confronto per un piano di sviluppo dell’industria dell’automotive nel nostro Paese”.

I francesi continuano ad esodare lavoratori, via altri mille italiani

Ma quando si parla del gruppo francese le brutte notizie per l’Italia non mancano mai e spesso sono più di una. Stellantis ha comunicato di voler avviare una procedura per ulteriori uscite incentivate per 425 lavoratori nello stabilimento di Melfi, dopo le oltre 500 dello scorso anno. Si aggiungono a quelle già annunciate negli stabilimenti di Pomigliano (150), Mirafiori (121), Atessa (302), Termoli (50), per un totale di piu’ di 1000 lavoratori che usciranno dagli stabilimenti nei prossimi mesi. Lo hanno comunicato le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici in una nota. “E’ partito tre anni fa – ricostruisce Andrea Di Traglia, segretario generale della Fiom-Cgil di Frosinone e Latina – il piano incentivato per l’uscita di lavoratori. Noi avevamo chiesto un contratto di espansione di 3 a 1, cioè che entrasse almeno un nuovo assunto per favorire un ricambio generazionale. Ma non ci è stato accordato e per questo non abbiamo firmato quell’intesa”.

Di Traglia: con l’azienda trattativa da fare a Palazzo Chigi

Quanto ad ulteriori esodi dal sito cassinate – che dal 2021 ad oggi ha perso quasi metà della forza occupazionale diretta – Di Traglia afferma: “Non abbiamo avuto ancora una convocazione da parte della direzione aziendale ma, visto il trend non ci sorprenderebbe se l’azienda anche a Piedimonte volesse procedere in tal senso. Oltretutto abbiamo attraversato un anno nero, Nel 2026 con 17 giorni di lavorazione non siamo riusciti a produrre neppure 3mila auto: i livelli occupazionali e produttivi sono ormai a livelli bassissimi. Il ministro Adolfo Urso si chiarisca le idee battendo i pugni con Stellantis. Il governo convochi un tavolo di confronto con l’azienda e l’unica sede deputata a questo chiarimento definitivo non può che essere quella di Palazzo Chigi”.

L’apertura del governo: siamo aperti ad investitori stranieri

Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, a proposito delle uscite incentivate denunciano come la richiesta di uscite per lo stabilimento di Melfi sia inaccettabile come che tutto questo avvenga prima della presentazione del piano industriale prevista per il 21 maggio, su cui chiediamo che ci sia una discussione preventiva che affronti, sito per sito, prospettive industriali e occupazionali’. Il ministro del Mimit Urso, da parte sua, ha dato disponibilità rispetto all’ipotesi che a Cassino operino altri gruppi: “Siamo aperti a investitori stranieri che intendessero scommettere sul nostro Paese””.

Prospettiva peggiore dello slittamento dei nuovi modelli al 2028

Chiaro che il progetto comporterà non solo un riassetto complessivo con rischio di ulteriori tagli agli organici, ma anche un impatto sull’indotto e su fornitori, in un momento in cui si affrontano i primi licenziamenti collettivi (Trasnova, Logitech e Teknoservice). Insomma si attendeva il 2028 per i nuovi modelli a Piedimonte e già si pensava che sarebbe stato difficile raggiungerlo vista la situazione economico-sociale già al collasso nel Lazio meridionale. Ma la prospettiva odierna – dell’avvio di trattative che non si sa se e quando si concluderanno e che dovranno preludere a procedure di compravendita e cessioni e nuovi piani industriali, bene che vada – fotografa una camminata nel deserto senza approdi certi.

Gli eredi degli Agnelli, dopo Marchionne hanno solo agevolato un abbandono dell’auto italiana destinata a generare cassa per le loro attività in altri settori. Le spoglie degli investimenti della Cassa per il mezzogiorno e degli italiani – che realizzarono cinquant’anni fa una delle più grandi fabbriche del sud, orgoglio di lavoratori e sicurezza per migliaia di famiglie – finiranno invece nei forzieri francesi della famiglia Peugeot, della banca di riferimento dell’Eliseo e pure degli Elkann che di italiano hanno ben poco al di là dei soldi dell’eredità ricevuta. Più che alla vigilia di un 25 aprile, l’automotive tricolore è ormai al suo 8 settembre.

- Pubblicità -
Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Stellantis Cassino, Cgil Lazio e Fiom Frosinone/Latina: “Basta annunci e impegni generici. Rocca batta i pugni”

Chiesti piano industriale per il sito pedemontano, costituzione di un bacino per i lavoratori dell'indotto e seduta straordinaria alla Pisana

Boville Ernica al voto, Salsiri presenta la sua squadra: ecco tutti i candidati per “È ora di cambiare”

Il candidato sindaco Arcangelo Salsiri: "Una squadra competente, radicata e pronta a dare risposte concrete alla comunità"

Piano rifiuti Lazio, il vero fulcro dei due Ato corre fra Roccasecca, Colfelice e San Vittore

Presidente Rocca e assessore Ghera annunciano la chiusura del ciclo regionale con totale autosufficienza per il trattamento e lo smaltimento

Valle del Sacco, in Consiglio a Ceccano una mozione unitaria. Liburdi (FdI) ringrazia Querqui

Il 4 maggio l'assise civica approverà all'unanimità un documento condiviso dalla maggioranza e dalle opposizioni di Palazzo Antonelli

Frosinone – Ancora scontro sulla Tari, il sindaco Mastrangeli replica a Martino e Cirillo

"Il diritto di accesso è sempre stato garantito, ma non può diventare uno strumento per pretendere violazioni della normativa sulla privacy"

Vertenza Stellantis, Battisti: “Riconoscimento nazionale, tavolo regionale e Consiglio straordinario”

La consigliera dem Sara Battisti: "Ringrazio il Partito regionale e il Partito nazionale per l’attenzione dimostrata"
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -